Antenna telefonica a Villa Vergano, Monte di Brianza: «Installazione offensiva»

L'associazione critica la decisione: «Ambiente, territorio, tecnologia, progresso e… Antenne telefoniche»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Molto spesso essere ambientalisti viene scambiato con chi è, a prescindere, contro il progresso e la tecnologia. Quelli che dicono sempre "no" e mettendosi di traverso di fronte ad ogni opera o struttura si rendono spesso antipatici sembrando addirittura retrogradi ed anacronistici. E’ anche vero che gli esempi e i casi in Italia non mancano dove opere, strutture o altro ancora sono state realizzate passando sopra i cittadini o la bellezza di alcuni luoghi irrimediabilmente deturpati dalle opere stesse. Decisioni che appunto non tengono conto del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte partecipate alla faccia della democrazia e della trasparenza spesso sbandierate durante le campagne elettorali ma poi del tutto disattese nella gestione della “cosa pubblica”.

Purtroppo anche il nostro territorio non è esente da queste mancanze di attenzione nei confronti dell’ambiente e delle persone. Sul Monte di Brianza sta tenendo banco la polemica, a nostro avviso più che legittima, della posa di una antenna telefonica a Galbiate sopra l’abitato di Villa Vergano. Spuntata letteralmente come un fungo e tra “capo e collo”, impatterà pesantemente ed irrimediabilmente sul paesaggio in uno dei luoghi più belli dell’intero comprensorio del Monte di Brianza. Un pianoro ed un balcone naturale con vista sui laghi briantei, sulle montagne lecchesi e su quelle del triangolo lariano. In località Campo nuovo e nelle immediate vicinanze della preziosa testimonianza storica della chiesina dei Morti del Pescallo, la sua installazione risulta offensiva e lesiva della storia di quei luoghi.

E siccome salute ed ambiente sono ormai strettamente connessi, come dimostrato da importanti studi scientifici, non sappiamo se l’antenna nuocerà o meno alla salute; sappiamo però con certezza che sarà brutta ed impattante e, visto che si parla di una antenna e del conseguente irraggiamento da onde elettromagnetiche, il principio di prudenza avrebbe almeno consigliato maggiori attenzioni a tutela della comunità. E’ in questo senso che la partecipazione delle persone, chiamasi anche cittadini, avrebbe portato a scelte condivise e magari trovato una collocazione migliore per una struttura che sicuramente placherà l’ansia di qualche persona alla costante ricerca di connessione e di qualche “tacca” in più di “campo”. Senza considerare che, una volta che una posizione delicata come questa viene “sdoganata” con tale installazione, è facile immaginare come altri gestori possano richiedere l’uso del medesimo traliccio o altri tralicci possano spuntare come funghi: lo “skyline” di Valcava o, per restare sul Monte di Brianza, del Crocione sopra Figina insegnano.

Dispiace constatare come degli enti non abbiano per nulla a cuore i loro beni più preziosi: bambini, famiglie, giovani, vecchi; insomma la comunità e l'ambiente.

Dopo questa sarà difficile convincere i cittadini che sei attento ai temi dell’ambiente…

Per finire, ribadiamo che non siamo contro il progresso, contro alcune modalità certamente sì. Così come ribadiamo che restiamo convinti che la condivisione avrebbe sicuramente portato a risultati diversi.

Faremo comunque tutto il possibile per vederci chiaro e, se possibile, arrivare ad un risultato migliore.

Associazione Monte di Brianza

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