Valmadrera, si dibatte sul nuovo centro polifunzionale. A confronto i candidati sindaco

Servono circa tre milioni e mezzo per procedere con la realizzazione dell'opera, che sorgerebbe a fianco della Strada Statale 36. Se n'è parlato al Centro Fatebenefratelli

Un'istantanea del partecipato dibattito organizzato dagli Amici dei Pompieri di Valmadrera

Interessante e partecipato dibattito quello che, nella serata di mercoledì 10 aprile, si è tenuto presso il Centro Fatebenefratelli di Valmadrera. Organizzato dall'associazione "Amici dei pompieri di Valmadrera Onlus", ha riguardato un tema molto sentito in città, relativo alla realizzazione di un nuovo centro polifunzionale ai margini della Strada Statale 36 "del lago di Como e dello Spluga", un polo per le emergenze in cui risiederebbero il Distaccamento volontario dei pompieri, la Protezione Civile, la Polizia Locale, il Soccorso Alpino e la locale sezione Croce Rossa. Il tutto per un costo stimato di circa tre milioni e mezzo di euro, come ipotizzato dall'architetto Livio dell'Oro. A discuterne sono stati i candidati sindaco Antonio Rusconi (Progetto Valmadrera), Alessandro Leidi (Lega) e Guido Villa (Ascolto Valmadrera), interrogati sulla questione dal moderatore Giorgio Cortella e da Gianluca Bianchi, Presidente del Distaccamento valmadrerese dei Vigili del Fuoco, Pietro Anghileri, pompiere in servizio presso il Distaccamento, Alex Pedrone, responsabile della CRI di Valmadrera, e Cristian Francese, Comandante della Polizia locale.

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Polo per le emergenze di Valmadrera: servono tre milioni e mezzo

«L'ipotesi di costruire la nuova sede venne presentata nel corso del 2016 in collaborazione con il Collegio dei Geometri - ha spiegato l'architetto Livio Dell'Oro a platea e candidati - Esiste già un prospetto di massima che prevede la realizzazione del polo, il cui costo si aggira attorno ai 3 milioni e mezzo; sorgerebbe in un terreno pubblico nella zona del quartiere Caserta: si tratta di una struttura a due piani, con autorimessa, officine, spazi dedicati alla didattica e possibilità di addestramento, che avrebbe lo scopo di garantire una cooperazione fattiva fra le organizzazioni che svolgono per la comunità di Valmadrera e i paesi limitrofi un servizio di notevole utilità».

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«Il corpo nasce nel 1866 per via della famiglia Gavazzi e si è messo subito a disposizione della popolazione, anche di quella di Milano durante la Seconda Guerra Mondiale. L’attuale caserma si trova in centro città e questo pone grossi limiti, è troppo piccola per far fronte alle esigenze odierne. Due mezzi, per intenderci, sono nel parcheggio esterno. L’attuale caserma non può ospitare personale femminile, difatti abbiamo dovuto sospendere due richieste arrivate di recente. Quanti siamo? Trenta i pompieri attuali, non tutti valmadreresi, altri dieci saranno formati nel prossimo periodo presso il comando provinciale. Il problema è che non abbiamo idea di dove metterli», ha spiegato Pietro Anghileri.

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Parola, poi, a Pedrone della Croce Rossa: «Valmadrera è l’unico comune in cui sono presenti tutte le associazioni del sistema di protezione civile. In una struttura del genere sarebbe possibile fare formazione e aggiornamento interno, ma anche fare della didattica con la popolazione, un passo fondamentale».

A dire la sua è anche il Comandante Cristian Francese: «Negli ultimi anni tutti stanno provando a eseguire l’accorpamento, attualmente noi dobbiamo gestire anche Il personale di Malgrate e Oliveto Lario, mantenendo le timbrature separate con le difficoltà che ne conseguono. Donne e uomini si devono, inoltre, cambiare nello spogliatoio unico. Negli ultimi dieci anni abbiamo sviluppato un impianto di videosorveglianza molto efficace. Dobbiamo attirare persone e giovani per sensibilizzare sul tema».

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Parola ai candidati alla poltrona di sindaco

Ad aprire il dibattito è Alessandro Leidi, candidato leghista: «È indubbio che nessuno di noi tre dirà di “no” a quest'opera. Il punto più importante riguarda il fatto che si tratta di un’ipotesi di realizzazione, che si fonda sul principio, molto valido, della collaborazione tra i vari enti del territorio. Non posso dire come, dove e quando si potrebbe realizzare, ma so di progetti già presentati e relativi all’area opposta rispetto a quella indicata questa sera. Vanno coinvolti anche gli enti vicini a noi, ovvero i comuni di Malgrate e Civate. La condivisione è la cosa più importante, così come la necessità di equilibrio tra le varie realtà. Dal 2016, però, è mancato un tavolo che discutesse di questa opera, aldilà della delibera d’indirizzo già eseguita. Il cittadino vuole vedere che si fa qualcosa, anche sbagliando. Il Comune è responsabile della salute dei suoi cittadini, inoltre deve tirare le fila tra i vari enti coinvolti».

Spazio poi a Guido Villa, candidato di Ascolto Valmadrera e già consigliere di minoranza dal 2009 al 2014: «Domenica (7 aprile, ndr) ho visitato la caserma dei volontari e mi sono sentito in colpa vedendo l’ambiente in cui devono stare quando sono in servizio, bivaccando su due divani sfondati; se ci aggiungiamo che la copertura del tetto è ancora in amianto... Chi dedica il proprio tempo agli altri, sottraendolo ai suoi affetti, merita un trattamento migliore di quello attuale. L’opera è indispensabile e va messa in cantiere nel più breve tempo possibile, in tempi decenti. Mutuo? Senza dubbio mi sembra la via più breve e conveniente. Altri comuni? Voglio vedere se si tirano indietro di fronte a una cosa del genere...».

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Nel 2016, come anticipato da Leidi, il comune di Valmadrera ha effettuato una delibera d'indirizzo, individuando nell'attuale area feste di Caserta lo spazio per la realizzazione del polo-emergenze: «Leidi è stato molto realista. Facevo parte della Giunta che realizzò la delibera d’indirizzo, localizzando quel pratone delle feste per la realizzazione del centro polifunzionale. Andremo a trovare tutte le associazioni e avremo il libro dei sogni con le loro richieste: il problema, se si porta avanti la delibera d’indirizzo, è relativo al bilancio; se fa questa opera, non se ne faranno delle altre, di questo bisogna essere consci già sin da ora. Gli investimenti si fanno sugli oneri (200-300mila euro annui) e sugli avanzi di bilancio che vengono stralciati per autorizzare la realizzazione delle opere. Anticipo che avremo un avanzo di oltre sette milioni nel 2018, di quello del 2017 (8 milioni circa, ndr) abbiamo potuto usare solo 800mila euro, perchè un milione è stato destinato alla messa in sicurezza nelle scuole. Se ci liberano la media di 1,2-1,3 milioni l’anno diventa dura, perché per quattro anni non possiamo fare altri investimenti se spendiamo 3,5 milioni tutti insieme. Va realizzato per lotti, usando il fondo della comunità di Valmadrera, che ha raccolto un milione nel 2018; inoltre, i fondi ad-hoc riconosciuti dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus sono detraibili dalla tasse. Tempistiche? Da qui al termine del 2020 potremmo realizzare il primo lotto, anche tenendo conto della potenziale ristrutturazione del vecchio Comune, dove attualmente alloggia la Croce Rossa. Mutuo? Ridurrebbe comunque la possibilità di sbloccare l’avanzo, piuttosto si può sottoscrivere una fideiussione sul mutuo contratto dall’associazione dedicata. Una partecipazione economica dell'Amministrazione Comunale è da considerarsi scontata».

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I fondi regionali e l'ipotesi Fondazione

Ad aprire la discussione sui fondi messi a disposizione da Regione Lombardia per le infrastrutture è il pompierei Anghileri: «Il Pirellone ha iniziato a stanziare i fondi per i distaccamenti, tramite cui abbiamo ottenuto i soldi per acquistare un pick-up che sarà a disposizione tra poco. Si potrebbe prendere parte al bando?».

A rispondere per primo è Villa (Ascolto Valmadrera): «L'ho letto il bando, le strade di Regione sono molto larghe in tal senso. Ma, piuttosto, perché non autorassarci di poche decine di euro per fornire i fondi necessari al Distaccamento?».

Precisa, invece, Rusconi (Progetto Valmadrera): «Il bando infrastrutturale non è ancora stato finanziato. Per quanto rigurda la disponibilità di Regione verso Valmadrera, le telecamere le abbiamo messe grazie al finanziamento che ha coperto il 70-80% della spesa, così come alto è stato il contributo per Parè e Rio Torto. Rimango comunque dell’idea che il Fondo comunitario sia la soluzione ideale».

A chiudere la serie d'interventi, prima della chiusura del primo dibattito tra i candidati, è stato Leidi (Lega): «Bisogna giocare sui grandi numeri, l’idea di una fondazione organica mi sento di dire che sarebbe intelligente, parchè si tratterebbe di un ente esterno a tutto, costituito solo per amministrare. Le aziende del territorio, in vista della realizzazione dell'opera, potrebbero mettere a disposizione i capannoni sfitti per ospitare i mezzi».

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