Caccia ai cinghiali con arco e frecce: «E' uno strumento ecologico»

Mazzali (FDI) spiega la mozione approvata dal Consiglio Regionale. Il lecchese Piazza: «Più flessibilità nelle regole e più indennizzi ai danneggiati»

«L’utilizzo dell'arco come strumento ecologico per attuare la selezione»: questo il testo della contestata mozione sulla caccia al cinghiale presentata da Barbara Mazzali (Fratelli d'Italia) al Consiglio regionale insieme al consigliere Paolo Ghiroldi. La mozione è stata approvata e ora tra i metodi di controllo degli animali selvatici è possibile anche annoverare l’arco.

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«Lo spunto è stato il contenimento del cinghiale, che ormai sta creando danni gravissimi in Lombardia sia ai raccolti che alla popolazione, arrivando fino al drammatico incidente stradale, provocato da un branco, in cui ha perso la vita un uomo. Il provvedimento è stato votato per parti separate su richiesta del Pd, che ha espresso voto contrario proprio sul punto riguardante l'uso dell’arco. Al centrosinistra manca evidentemente la conoscenza di questo strumento, che non solo è un mezzo di caccia da migliaia di anni, ma è anche una disciplina che insegna il rigore e l’attenzione», ha dichiarato Mazzali, consigliere di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia.

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Piazza: «Giusto intraprendere le dovute azioni per il contenimento»

Così, invece, il consigliere lecchese di Forza Italia Mauro Piazza, tra i firmatari della mozione approvata: «La problematica relativa all’eccessiva proliferazione dei cinghiali sul territorio lombardo è evidente come testimoniano non solo i danni a proprietà, allevamenti e coltivazioni, ma anche incidenti stradali di cui alcuni, purtroppo, mortali. Per questo abbiamo voluto impegnare la Giunta ad agire affinché s'intraprendano le dovute azioni».

Contenimento dei cinghiali, «pronto un piano su tutto il territorio»

Nel dettaglio il testo approvato impegna la Giunta ad adoperarsi presso i parlamentari lombardi e il Governo affinché si attivino per una rapida modifica della legge 157/1992 al fine di riconoscere la figura dell’operatore volontario, ossia il cacciatore appositamente formato per l’attività di contenimento sotto gli indirizzi delle polizie provinciali, ed a proseguire rapidamente le necessarie interlocuzioni con il Ministero competente affinché l’emergenza cinghiali possa avere la necessaria attenzione e conseguentemente la disponibilità di tutti gli strumenti previsti dalla legge.

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«Trattandosi di una vera e propria emergenza – conclude il consigliere Mauro Piazza -, chiediamo anche di attivare tutte le misure offerte dalle normative vigenti, e di prevedere indennizzi per danni causati dai cinghiali del 100% rispetto ai danni subiti oltre all’ampliamento dell’orario di caccia».

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