Lotta dura agli automobilisti che utilizzano lo smartphone al volante

Un esempio di "tolleranza zero" arriva dal Comune di Monza, dove gli agenti della Polizia locale controlleranno il territorio in borghese in sella a un motociclo

Un esempio di lotta agli automobilisti che usano lo smartphone alla guida, creando gravi pericoli per sé e per gli altri, arriva dal Comune di Monza. La Polizia locale del capoluogo brianzolo dà infatti la caccia ai "dipendenti da cellulare" che navigano anche mentre guidano nel traffico, inviano un sms, fanno una telefonata senza auricolare o lanciano uno sguardo a WhatsApp o ai social. Una significativa "tolleranza zero" che mira a sensibilizzare, oltre che punire i trasgressori, su una problematica presente ovunque e naturalmente anche nel Lecchese.

«Sul terreno della sicurezza Monza è sempre pronta ad affrontare nuove sfide per essere all'altezza delle aspettative dei cittadini - ha detto il sindaco Dario Allevi - così abbiamo cominciato un'importante opera di repressione dei comportamenti scorretti alla guida che sono poi la causa principale di incidenti sulle nostre strade».

In tre incidenti su quattro il colpevole è il cellulare

Secondo il Consiglio di Sicurezza Nazionale (Nsc) nel 2017 il 27 per cento degli incidenti automobilistici sono stati causati dall'uso del telefono cellulare mentre si guida, mentre l'Aci ritiene che 3 incidenti su 4 siano dovuti alla distrazione e cellulari e smartphone sono una delle cause principali.

Agenti in borghese

Un'emergenza che la Polizia Locale, coordinata dal neo comandante Pietro Curcio, ha deciso di affrontare con un servizio specifico: da giovedì scorso agenti della Polizia locale in borghese, in sella a un motociclo, controllano le strade della città. Senza sirene e divisa non danno nell'occhio e sulle due ruote possono affiancarsi facilmente alle auto, anche quelle in fila ai semafori, per guardare ciò che accade nell'abitacolo, imponendo l'alt se il guidatore è alle prese con il cellulare.

«Come guidare bendati»

«Gli incidenti stradali sono un costo enorme per la nostra società, sia in termini di vite umane che di spesa sanitaria», ha dichiarato l'Assessore alla Sicurezza Federico Arena. Per rispondere a un sms o a un WhatsApp distogliamo l'attenzione dalla guida per una decina di secondi e in questi dieci secondi a 50 km/h percorriamo circa 140 metri, più di un campo di calcio. Per un selfie si sale a 14 secondi e servono 20 secondi per consultare una pagina social. «Il rischio legato all'utilizzo degli smartphone per chattare o inviare una "faccina" - osserva l'assessore - sembra non essere percepito dagli automobilisti. Tutti sanno che andare contromano in autostrada è un pericolo mortale, in pochi capiscono che usare il telefonino per mandare un messaggio o controllare l'e-mail è come guidare per alcune decine di secondi bendati».

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