Aperta la nona edizione di Monti Sorgenti: le imprese del Cai raccontate dalle cartoline

Un filo rosso collega le centoventi stampe raccolte nella sala esposizioni al piano terra di Palazzo delle Paure

La riproduzione della cartolina che apre la mostra (Bonacina/LeccoToday)

La sala conferenze di Palazzo delle Paure ha ospitato, nella serata di venerdì 10 maggio, la "prima" della nona edizione di Monti Sorgenti, apprezzata rassegna di Cai Lecco, Fondazione Riccardo Cassin e Gruppo Ragni della Grignetta che si terrà dal 10 al 26 maggio. Sedici giorni d'iniziative legate da un filo rosso che richiama alla passione per le montagne, esattamente come pensato e messo in pratica da Alessandro Dubini e Giovanna Colombo, che hanno posizionato le centoventi cartoline installate nella sala esposizioni al piano terra della splendida location del centro città.

Monti Sorgenti 2019: il programma della nona edizione

L'esposizione di cartoline apre Monti Sorgenti

A moderare la presentazione è stato Emilio Aldeghi, che ha subito lasciato la parola ad Alberto Pirovano, presidente del Cai: "Le cartoline affondano le radici a ieri, in pratica. Siamo abituati alla comunicazione digitale e veloce, che tanto velocemente arriva e tanto velocemente passa. La cartolina ci apre, invece, un mondo e ci fa rivivere le emozioni del passato. I collezionisti di cartoline sono pochi, ma molto agguerriti, ci scrivono da tutta Italia per avere i dettagli sulle nostre spedizioni. Quando mi hanno proposto questa iniziativa qualche dubbio l’ho avuto, perché oggi tutto dev’essere cool e accattivante. Dopo aver visto l’allestimento non c’è stato più nulla di cui dubitare, è stato fatto un lavoro eccezionale, rendendo moderno un linguaggio che apparentemente non lo è. Ci sono personaggi noti e meno noti, storie grandi e meno noti”.

Soddisfatta anche Simona Piazza, assessore comunale alla cultura e alle politiche giovanili: “Questa rassegna ha una storia e un numero di associati in grado d’instaurare un percorso lungo più settimane. Perché dare così tanto spazio a una rassegna di questo tipo? Il legame dei lecchesi con la montagna è così forte che bisogna coniugare linguaggi diversi e bisogna riportare in Luce la tradizione del nostro territorio”.

Annibale Rota, ex presidente del Cai, ha collezionato le cartoline esposte: “Nel 1973 sono stato eletto consigliere e ho visto esposte temporaneamente le cartoline delle spedizioni, che venivano però poi buttate via dopo qualche mese. Le ritenevo una testimonianza dell’alpinismo lecchese sulle montagne del mondo, così ho iniziato a conservarle da un certo momento in poi. Parlando con Guido Eranio e Giovanni Ratti sono riuscito a reperire le cartoline più importanti, poi ho avuto supporto da Riccardo Cassin e Giovanni Riva; altre le ho recuperate da quelle arrivate via via al Cai. Mi sono fermato al Duemila con la raccolta, la mia idea è regalarle poi al Museo della Montagna. Il pezzo più raro è la lettera di Carlo Maria De Agostini, trovata casualmente e pagata a un certo prezzo”.

Il pensiero degli espositori

Alessandro Dubini:

"A noi è stato dato un pacchetto di cartoline da Annibale, che ci ha fatto sentire l’importanza di cui sono intrise. Per esporle abbiamo cercato di portarvi alcune caratteristiche delle spedizioni di cui parlano. Sono 120 storie tutte diverse, ma che in comune hanno uomini e distanza, perché arrivano tutte da qui. La mostra si apre con una cartolina che porta il nome di Annibale, da lì inizia una linea rossa che le unisce tutte tra loro”.

Giovanna Colombo:

"La guida conduce il visitatore nella mostra, è una linea rossa che ricorda una cordata che unisce tutte le spedizioni e gli uomini alla montagna. Il rosso ricorda la loro passione”.

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