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Salvati dalla morte a dicembre, oggi i cigni sono una meraviglia del Lago di Oggiono

La storia: uno di loro, cucciolo, rimase impigliato nelle corde di pesca e fu proprio un pescatore a liberarlo. I consigli: mai dare loro pane secco da mangiare, potrebbe ucciderli

 

Sono cresciuti e stanno bene, dopo avere rischiato seriamente di non esser più insieme. Se i cigni che oggi sguazzano - bellissimi e fieri - nel Lago di Oggiono sono sette, devono ringraziare un gruppo di persone che lo scorso inverno salvò la vita a uno degli esemplari. Una storia toccante che tutti vorremmo diventasse la "normalità".

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I fatti risalgono al 7 dicembre 2018. Una famiglia a passeggio con il proprio cane avvista un cigno, ancora cucciolo, in difficoltà: fili da pesca si sono attorcigliati attorno al becco e sulla zampa. Scattano così le operazioni di soccorso da parte delle persone sul posto (non c'è il tempo per aspettare l'intervento del servizio faunistico), molto complicate, fino a quando un pescatore interviene con un "retone" bloccando il cigno e libreandolo dalle corde.

La vicenda dello scorso dicembre ha molto colpito i frequentatori del Lago di Oggiono e le persone che amano e rispettano gli animali. Perché è vero che esistono uomini che abbandonano rifiuti sulla spiaggia e in acqua, e corde da pesca che rischiano di uccidere i cigni e altri esemplari di fauna selvatica, ma anche persone (come il pescatore intervenuto) che non esitano a darsi da fare per aiutarli.

I consigli per rispettare i cigni dei nostri laghi

  • Non inquinare il loro habitat naturale, come il Lago di Oggiono, che è inoltre un'oasi di passaggio per gli stormi in migrazione
  • Non dare loro da mangiare pane secco e derivati: i cigni sono sostanzialmente erbivori, e il fatto che siano ghiotti di pane non vuol dire che faccia loro bene. Farine e lieviti non fanno parte della loro alimentazione e possono causare gravi problemi di salute, fino a provocarne la morte. Questa pratica può anche far perdere l'abitudine e le capacità di reperire il cibo in modo autonomo
  • Nella peggiore ma non rara ipotesi, soprattutto con i piccoli di cigno, il pane si gonfia nello stomaco fino a scoppiare e a causarne la morte; in secondo luogo, soprattutto gli esemplari più giovani, possono diventarne talmente ghiotti da minare il metabolismo, assumere un peso eccessivo che sovraccarica le zampe ancora in via di sviluppo e creare non pochi problemi di deambulazione.
  • L'abitudine di lanciare tozzi di pane secco è sbagliata (non solo per i cigni, ad esempio per le anatre) anche perché, dopo poche ore nelle acque del lago, questi alimenti sviluppano tossine e batteri potenzialmente letali per gli animali che dovessero ingerirli
  • Se proprio si vuole portare loro cibo, si possono preparare delle foglie di lattuga sminuzzate, patate lessate o crude ma sempre triturate, riso bollito scondito, mais spezzettato, legumi lessati, carote lessate o crude spezzettate

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