In Comune si parla di Olimpiadi: «Volano economico per il Lecchese. Non si rimanga fermi»

Palazzo Bovara ha ospitato l'incontro organizzato da Filippo Boscagli, consigliere comunale che ha convocato Antonio Rossi, Francesca Bonacina, Mauro Piazza e Marco Riva al tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori che ha parlato a Palazzo Bovara (Bonacina/LeccoToday)

Tanti amministratori, rappresentanti delle realtà lecchesi, della associazioni di categoria e, più in generale, sportivi hanno preso parte, all'interno della sala consigliare di Palazzo Bovara, all'incontro sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 organizzato dal consigliere comunale Filippo Boscagli. "Convocati", al tavolo dei relatori, Antonio Rossi, sottosegretario ai Grandi eventi di Regione Lombardia, Francesca Bonacina, vicesindaco di Lecco, Mauro Piazza, consigliere regionale, e Marco Riva, componente della Giunta del Coni Lombardia.

L'appuntamento, aperto dalla proiezione dello splendido video promozionale mostrato a Losanna durante la giornata che ha portato all'assegnazione dei Giochi Olimpici, è stato il primo organizzato in città in vista del grande appuntamento: distante sette anni, certo, ma che richiedere un'analisi approfondita sin da questa seconda metà del 2019. Questo per far si che «non si ripetano gli errori fatti con Expo, ad esempio», ha spiegato Boscagli in apertura di serata.

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«Siamo un'oasi naturale a 40 minuti da Milano»

«Sono contenta di ospitare questo primo incontro qui a Palazzo Bovara - spiega invece Francesca Bonacina -, il consgliere Boscagli è un nostro tramite con questo grande evento. Dobbiamo fare lavoro di squadra durante questi anni che abbiamo davanti, partendo sin da subito. Oggi più che mai chi si muove con un obiettivo preciso lo fa guardando anche a esperienze non solo sportive. Da questo punto di vista noi abbiamo molto da offrire: “Il Sole 24 Ore” offre una classifica importante sulla nostra densità a livello di attività e non solo di strutture, questo elemento non è accessorio per noi. Dobbiamo considerarci un’oasi naturale di Milano, in 40 minuti le persone passano dalla metropoli a lago e montagna».

Roberto Nigriello, assessore comunale allo Sport, la vede così: «Mi sembra paradossale che si aspettino la Olimpiadi per sistemare la Statale 36 e la situazione del traffico ferroviario. Penso, inoltre, sia doveroso provare a far passare la fiamma olimpica, come avvenuto in occasione di Torino 2006. Infrastrutture e turismo? Si sistemi quello che già c'è e si realizzi finalmente la cabina di lavoro di cui si parla tanto, ma che mai si mette veramente in campo. Usciamo dai confini geografici e dal campanilismo, guardando anche a quello che viene fatto nel Comasco».

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Il presidente Usuelli, sulla falsariga di quanto detto lunedì dal palco allestito sul ponte di Annone, ribadisce: «Siamo il crocevia delle Olimpiadi, da qualsiasi lato la si guardi. Bisogna guardare a Statale 36, Lecco-Bergamo e allungamento della Tangenziale Est in vista di questo importante appuntamento. Sarebbe grave se le squadre non potessero viaggiare da e verso la Valtellina, di conseguenza è una necessità fondamentale quella di realizzare gli interventi richiesti dalle nostre infrastrutture».

«La scommessa? "Bloccare" i turisti sul territorio»

Mauro Piazza porta un pezzo del pensiero di Regione Lombardia: «Filippo (Boscagli, ndr) ha suonato il gong d'inizio per le Olimpiadi nel Lecchese, ma la Regione ha creduto sin da subito e fino in fondo a questa opportunità. Antonio (Rossi, ndr) è stata una figura fondamentale per ottenerle, ancora una volta lo spirito concreto e pragmatico lombardo ha permesso di aver la meglio sulla proposta svedese, senza dimenticarsi gli amici del Veneto. Nonostante qualcuno non ci abbia creduto e l'atteggiamento del Governo, inizialmente più che cauto, il risultato è arrivato. Si sono sentite varie ipotesi fantasiose in questi giorni, ma bisogna pensare solo alla grande opportunità che abbiamo in mano. La scommessa è quella di far fermare coloro che passeranno dal nostro territorio, che sta scoprendo finalmente il turismo come un'opportunità».

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Marco Riva, membro della giunta Coni Lombardia, ha così commentato: «Dobbiamo cercare di fare rete e stare tutti insieme. Dovremo costruire delle progettualità avvicinandoci ai Giochi, uno dei tanti punti del dossier è quello del coinvolgimento delle persone che arriveranno qui. Dovremo lavorare con passione e grande competenza su questo appuntamento».

«Dal "no" di Roma 2024 a Milano-Cortina 2026»

«Come siamo arrivati a questo punto?». Risponde Antonio Rossi, sottosegretario ai Grandi eventi sportivi: «Tutto è partito dopo il "no" del Coni alla candidatura di Roma 2024, con un brutto risultato per la nostra immagine. A San Siro, insieme al presidente Malagò, ci siamo interrogati sulla possibilità di aggiudicarci la Sessione CIO 2019 a Milano 2019, fattore che ha spinto lo stesso CIO a chiederci di presentare la domanda per Milano 2026. Non nascondo che ho provato a inserire i Piani di Bobbio nel dossier insieme alla Valtellina, pensando di poter fare la gara di salto a Orscellera, purtroppo frenata dagli innumerevoli problemi tecnici che ci sarebbero stati».

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Non sono mancati i momenti di tensione: «Nel frattempo, però, si sono fatte avanti Torino e Cortina con la loro candidatura; con il Governo abbiamo fatto una sintesi tra quanto presentato dai tre poli. Il giorno prima di spedire il dossier al CIO Torino ha fatto un passo indietro, ma un colloquio tra Zaia, presidente di Regione Veneto, e Fontana ha sbloccato la situazione in nostro favore. Sarà la prima edizione dei Giochi che deve rispettare i paletti economici imposti dal Comitato Internazionale, ma l'unico impianto (su 14) da costruire è il Pala Santa Giulia di Milano, che sarà a carico dei privati, le restanti strutture sono già pronte. La cerimonia di apetura si terrà a San Siro, come scritto nel masterplan, mentre quella di chiusura avverrà all'Arena di Verona; in Valtellina ci saranno le gare di sci alpino (Bormio), freestyle e snowboard (Livigno), sempre a Livigno sarà realizzato un villaggio temporaneo per mille atleti, con casette che poi saranno smontate e date alla Protezione Civile Lombarda o assegnate ad atleti che vorranno allenarsi in altura».

Formalmente, però, Lecco non compare da nessuna parte: «Avere i Giochi è un volano sotto tanti aspetti, Fontana si è già mosso con Toninelli per avere i fondi necessari con cui realizzare gli interventi necessari sulla Strada Statale 36, inoltre l'assessore Massimo Sertori ha avuto quest'oggi un incontro a Roma per portare avanti questa discussione. Con le Olimpiadi si può fare tanto: non con i 930 milioni del Cio, ma con le risorse di Governo e Regione. Infine, con il Fai stiamo ragionando sulla realizzazione di un itinerario ad-hoc per l'evento, sarebbe l'ideale inserire alcuni dei nostri luoghi all'interno di questa panoramica». Altro punto citato è quello della collaborazione con l'ente spettacolo della Cei, "patrocinata" dal prevosto Don Davide Milani.

«Oggi Lecco sarebbe da evitare, si lavori su questo»

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I moniti sono quelli di Giovanni Colombo, consigliere di minoranza con pochi peli sulla lingua: «Se non partiamo oggi, nel 2026 la Lecco-Bergamo non sarà chiusa, dobbiamo prendere spunto dai valtellinesi e dalla velocità con cui hanno realizzato la Statale 38. Se le Olimpiadi fossero domani Lecco sarebbe da evitare, fortunatamente abbiamo davanti sette anni per portare a termine una vera e propria rivoluzione culturale attraverso la realizzazione di alberghi e strutture ricettive, oltre che sportive. La prossima Amministrazione deve imporsi il rilancio turistico di questa città attraverso proposte qualitative». Per Peppino Ciresa, ex presidente di Confcommercio, è invece fondamentale la realizzazione «dell'agenzia del turismo a Lario Fiere».

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