Monsignor Angelo Riva scrive al sindaco: «Ritirate il regolamento sulle zone rosse»

Il responsabile del vicariato calolziese spiega la posizione dei parroci: «Sappiamo che il tema dei migranti è delicato, ma i problemi si risolvono con dialogo e integrazione, non con divieti così. Tendiamo la mano all'Amministrazione per trovare una soluzione insieme»

Monsignor Angelo Riva è vicario territoriale nel Calolziese, nonchè parroco di Lorentino, Sopracornola e Carenno.

Le parrocchie calolziesi chiedono di ritirare il regolamento delle "zone rosse e blu". Il responsabile del vicariato della Valle San Martino, monsignor Angelo Riva, ha inviato all'Amministrazione comunale una lettera nella quale esprime, a nome dei sacerdoti del territorio, una netta contrarietà alla normativa che vieta di aprire centri per l'accoglienza di profughi vicini a scuole e stazioni. Una questione che ha fatto il giro d'Italia e che sta facendo molto discutere.

Allo stesso tempo le parrocchie tendono però la mano alla Giunta comunale di centrodestra, per trovare soluzioni condivise per il bene di tutti.

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Il no preventivo a centri di accoglienza migranti vicini alle scuole: fa discutere il regolamento del Comune di Calolzio

«Ho inviato al sindaco Marco Ghezzi una lettera nella quale esprimiamo il nostro disappunto e la nostra disapprovazione rispetto al regolamento in questione - fa sapere monsignor Angelo Riva, vicario territoriale della Comunità ecclesiale numero 7 Val San Martino e Ponte San Pietro, che fa capo alla Curia di Bergamo - Chiediamo quindi il ritiro di questa normativa, ma siamo pronti a tendere la mano all'Amministrazione per trovare una soluzione condivisa al problema. Capiamo che il tema dell'accoglienza dei migranti è delicato e non facile da gestire, ma reputiamo più corretto affrontarlo con il dialogo e non con divieti a priopri come quello in questione. La soluzione passa da un'integrazione senza pregiudizi e senza strumentalizzazioni. La nostra lettera - incalza il parroco di Lorentino, Sopracornola e Carenno - vuole dunque essere costruttiva, evitando prese di posizioni forti che possano amplificare inutilmente la questione. Superiamo insieme quel regolamento che ha creato disagio anche a noi sacerdoti, che nonostante i nostri limiti e difetti, siamo sempre tra la gente e in prima fila nell'affrontare anche situazioni di difficoltà, e vogliamo aiutare gli ultimi, siano essi italiani o stranieri».

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