«Il forno inceneritore di Valmadrera deve essere spento definitivamente»

Il circolo ambiente "Ilaria Alpi" lancia la sua proposta e snocciola alcuni dati relativi al funzionamento della struttura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

«Se l’inceneritore di Valmadrera può rimanere fermo per 6 mesi senza creare emergenze, significa che il forno può essere spento definitivamente da subito!». Così dichiara il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” alla notizia che il forno di Silea rimarrà fermo per un semestre per consentire la sostituzione del turboalternatore e della tramoggia.

Così commenta Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: «Riteniamo assolutamente illogico, oltre che fortemente dispendioso per un’azienda pubblica qual è Silea, l’aver programmato il costosissimo intervento di sostituzione della turbina, che costa ben 11 milioni di euro (!) a fronte del fatto che il forno potrebbe essere spento, fin da ora. Così come è ancor più assurdo l’aver approvato, da parte dei Comuni soci, il progetto del teleriscaldamento che costerà diverse decine di milioni e che avrà come effetto quello di prolungare artificiosamente la durata del forno per altri anni. Quando sarebbe logico chiuderlo definitivamente fin da subito o comunque, inderogabilmente, prima del 2024».

Sacco perso per strada e disservizi, De Capitani ammonisce Silea 

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” vuole dimostrare, con pochi numeri, che l’inceneritore che serve la provincia di Lecco, può (e deve!) essere spento da subito e lo fa con questi calcoli.

I dati sul forno inceneritore di Valmadrera

Già oggi il forno brucia per circa la metà rifiuti urbani “lecchesi” (ca. 47 mila tonnellate all’anno) e per l’altra metà (ca. 45 mila t/a) rifiuti, di diversa origine, provenienti da altri territori.  Questi dati ci fanno dire solo una cosa: se nella nostra provincia venissero avviate serie politiche di riduzione alla fonte dei rifiuti (ovvero diminuire la quantità degli scarti prodotti), unite all’aumento delle raccolte differenziate (oggi ferme al 70%, dati 2017), potremmo più che dimezzare la quantità di rifiuti “nostrani” da smaltire. Infatti se la provincia di Lecco raggiungesse la stessa percentuale di raccolta differenziata della provincia di Mantova (con l’86,6% nel 2017 è stata la prima in Lombardia) i rifiuti lecchesi da smaltire si ridurrebbero dagli attuali 47 mila a circa 22 mila! Se a questo uniamo una efficace campagna per il contenimento alla fonte dei rifiuti (rivolta ai cittadini, alle aziende e agli esercizi commerciali) potremmo scendere al di sotto delle 20 mila tonnellate all’anno di rifiuti “nostrani” da smaltire. A questo punto si capisce che un forno come quello di Valmadrera non avrebbe alcun senso di continuare ad esistere.

Conclude Fumagalli: «Per tutti questi motivi, il nostro gruppo ambientalista chiede che l’inceneritore di Valmadrera chiuda definitivamente, e questo è possibile farlo fin da subito, annullando nel contempo l’assurdo progetto del teleriscaldamento!».

Delegazione di Nespresso e Cial in visita a Silea dopo il premio "Nespresso Positive Cup" 

Torna su
LeccoToday è in caricamento