Silea approva il bilancio e nomina il nuovo CdA: si chiude l'era di Colombo

L'azienda pubblica che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in quasi tutto il Lecchese ha nominato i membri del Consiglio per il triennio 2019-2021

Massimiliano Vivenzio e Virginio Brivio premiano Mauro Colombo

L’Assemblea ordinaria dei Soci azionisti di Silea Spa ha provveduto nella seduta di ieri a nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica per il triennio 2019-2021, portato a 5 componenti, che risulta formato da Donatella Crippa di Malgrate, Alessandro Ghioni di Calolziocorte, Raffaella Paveri di Lecco, Domenico Salvadore di Lecco e Alberto Spreafico di Castello Brianza.

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Chi sono i cinque membri del CdA di Silea

Donatella Crippa - residente a Malgrate, 64 anni, una laurea in medicina e chirurgia e un importante impegno manageriale presso alcune case farmaceutiche, impegnata nel mondo dell’associazionismo e Sindaco uscente di Valmadrera, eletto dalla lista Progetto Valmadrera nel 2014.

Alessandro Ghioni - residente a Calolzio, 28 anni, presidente provinciale di Legambiente Lecco Onlus dal 2017, in possesso della laurea in Storia e laureando nel corso di laurea magistrale di Scienze Storiche.

Raffaella Paveri - residente a Lecco, 43 anni, laureata in Economia e legislazione per l’impresa, dottore commercialista, socia della studio Bolis Commercialisti Associati di Lecco, iscritta dal 2009 al registro Revisori contabili, sindaco e revisore di numerose società di capitali, curatore fallimentare e commissario giudiziale presso il Tribunale di Lecco.

Domenico Salvadore – residente a Lecco, 70 anni, una consolidata esperienza di manager, che l’ha portato a guidare dal 2005 al 2013 come Amministratore delegato e responsabile di tutte le attività in Italia la multinazionale del cemento Holcim Ltd; laureato in chimica industriale e successivamente diplomatosi in management e leadership alla Business School IMD di Losanna, è attualmente in pensione;  dal 2016 al 2018 è stato componente del Consiglio di amministrazione di ACEL Service.

Alberto Spreafico - residente a Castello Brianza, 52 anni, geometra libero professionista con esperienza nell’ambito della progettazione, è stato amministratore pubblico prima in comune di Sirtori e quindi a Missaglia, dove ha ricoperto anche giù volte le cariche di Assessore all’urbanistica, lavori pubblici, viabilità ed edilizia privata ed è stato Vicesindaco (dal 2004 al 2005). È stato anche Consigliere provinciale di Lecco (dal 2009 al 2014) e Vicepresidente di SILEA SpA (dal 2004 al 2007). Particolarmente intensa la sua attività di volontariato nell’ambito della protezione civile.

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Chiuso il bilancio 2018: utile di quattro milioni

L’Assemblea dei Soci di Silea Spa ha provveduto in occasione della seduta di ieri ad approvare a maggioranza (contrario il comune di Garlate - astenuto il comune di Santa Maria Hoè) il Bilancio dell’esercizio 2018, presentato dal presidente Mauro Colombo.

Il bilancio evidenzia un valore della produzione di 43,810 milioni di euro, con costi pari a 37,249 milioni di euro e un risultato ante-imposte di 5,980 milioni di euro, per effetto di 580 mila Euro di oneri finanziari. L’utile netto, di 4,245 milioni di euro, è stato interamente destinato a riserva (approvato a maggioranza con il comune di Garlate contrario e le astensioni dei comuni di Ello e Santa Maria Hoè).

Mauro Colombo, in particolare, ha sottolineato come, dall’inizio del suo mandato, il valore della produzione di Silea Spa sia passato da 24,886 milioni di euro del 2009 a 43,810 milioni di euro, e l’utile netto da 9.100 euro a 4,245 milioni di euro. La raccolta differenziata ha toccato complessivamente il 70,2%, con punte di eccellenza in quattro comuni, dove è superiore al 95%, mentre le ore di formazione del personale sono state 1.600 nel corso del 2018.

Il commento di Virginio Brivio

«Il nuovo Consiglio di amministrazione di Silea Spa esprime un’ampia rosa di competenze, che coprono l’ambito manageriale, ambientale, socio-sanitario e amministrativo, oltre a rappresentare in modo efficace l’intero territorio provinciale e le diverse sensibilità presenti nella compagine dei Comuni Soci di Silea. - ha sottolineato il presidente dell’Assemblea di coordinamento dei Comuni soci di Silea Spa, Virginio Brivio - Abbiamo di fronte a noi sfide importanti che sono certo il nuovo Consiglio di amministrazione saprà affrontare. Quello della presidenza di Mauro Colombo è un lascito importante, in termini di risultati e di crescita della Società, pur in presenza di temi e scelte che hanno comportato confronti e discussioni. A lui e a chi lo ha accompagnato in questi nove anni va il ringraziamento non formale di tutta l’Assemblea dei Soci per esser stati capaci di realizzare una sintesi alta, che ci consente di guardare avanti con fiducia». Parole di gratitudine sono state rivolte anche da Massimiliano Vivenzio, vicepresidente del Comitato ristretto e dell’Assemblea di coordinamento di Silea Spa, ai componenti del CdA uscente, composto oltre che dal presidente Mauro Colombo anche da Giuseppe Anghileri e Paola Panzeri.

L’Assemblea ha anche nominato il nuovo Collegio sindacale per il triennio, che risulta composto da: Ivan Micheli (presidente), Rosita Forcellini e Gianni Redaelli (membri effettivi) e da Stefano Maffi e Andrea Maffei (membri supplenti). L’incarico per il controllo legale dei conti per la certificazione del bilancio degli esercizi 2019, 2020 e 2021 è stato conferito a maggioranza (astenuto Santa Maria Hoè) alla società BDO Italia SpA di Milano.

Soddisfatto l'uscente Mauro Colombo

È un bilancio estremamente positivo quello che può tracciare al termine dei suoi nove anni di guida Mauro Colombo, presidente uscente di Silea Spa, la società a totale capitale pubblico che si occupa della gestione del ciclo integrato dei rifiuti per gli 87 comuni della provincia di Lecco, oltre a Lasnigo, Pusiano e Torre de’ Busi. Un bilancio fatto di numeri e cifre, che attestano la crescita costante dell’Azienda, arrivata quasi a raddoppiare in dieci anni il fatturato (da 24 milioni di euro nel 2009 a quasi 44 milioni nel 2018) e a far lievitare l’utile (da 18 mila euro dopo le imposte nel 2009 a 4 milioni e 300 mila nel 2018, con risorse di cassa pari a 25 milioni di euro), accrescendo nello stesso periodo in modo significativo i servizi offerti.

«È stata una sfida che abbiamo vinto insieme a tutta la struttura, a cominciare dal direttore generale Marco Peverelli, e a tutti i componenti del Consiglio di amministrazione, che in questi anni mi hanno affiancato con competenza e unità di intenti - afferma Colombo - Abbiamo fatto crescere Silea e l’abbiamo portata ad essere protagonista della gestione del ciclo integrato dei rifiuti in tutta la provincia. Una società capitalizzata, che produce occupazione, che svolge con professionalità e qualità i propri servizi, che dà utili e che ha una serie di impianti di proprietà tecnologicamente all’avanguardia. Un vero gioiello per il territorio, come anche recentemente ci è stato riconosciuto dall’Assessore all’ambiente di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo».

Nell'ultima Assemblea, sono stati in molti gli amministratori pubblici che hanno riconosciuto il positivo lavoro svolto da Silea sotto la sua guida.

«Anche questa è una grande soddisfazione, per me e per tutti i miei collaboratori. Del resto, voglio evidenziare come in questi 9 anni i rapporti con i Comuni soci siano sempre stati di positiva collaborazione, pur nel confronto. Non a caso, le delibere assunte nelle assemblee sono state quasi tutte all'unanimità».

Qual è il risultato di cui va più fiero?

«In primo luogo la decisione di aver acquisito da un socio privato il 49 per cento dell’impianto di compostaggio di Annone Brianza, che ora è totalmente di Silea SpA. È stata una scelta lungimirante, che ci ha permesso da un lato di far comprendere come Silea sia fortemente orientata al riciclo, e dall’altro di sviluppare la raccolta del verde e dell’umido, che oggi interessa ben 28 mila tonnellate, producendo del compost di qualità».

Oltre all’acquisizione dell'impianto di compostaggio?

«Certamente l’essere riusciti a portare a termine l’iter per la pubblicazione del bando per il teleriscaldamento. In questo senso, il mio dispiacere è quello di non poter gestire la sua realizzazione».

Una scelta difficile, molto avversata soprattutto a livello di opinione pubblica, quella del teleriscaldamento.

«In realtà sul teleriscaldamento si è combattuta più che altro una battaglia ideologica e di retroguardia, basata in molti casi su informazioni sbagliate e su molte falsità. All’origine di tutto sta un preconcetto: quello di credere che il teleriscaldamento fosse un modo per volere a tutti i costi mantenere in vita il termovalorizzatore, paventando danni alla salute che per altro le indagini epidemiologiche ufficiali hanno apertamente smentito. In realtà non vi è connessione tra questi due aspetti: tanto è vero che, nell’indirizzo che l’Assemblea dei Comuni Soci ha assunto, chi si occuperà della costruzione della rete del teleriscaldamento e della sua gestione, dovrà farsi carico di individuare fonti energetiche alternative al termovalorizzatore per il suo funzionamento. E le sette manifestazioni d’interesse che abbiamo ricevuto dimostrano che è una strada possibile. D’altra parte, oggi è davvero un assurdo che si disperdano nell’ambiente 70 mila MWh termici, senza pensare ai benefici che il teleriscaldamento, in tutti i in cui è stato attuato, determina in termini di riduzione delle emissioni di CO2 nell’aria. Questa energia termica potrebbe sommarsi ai circa 75 milioni di kW di energia elettrica che attualmente produciamo e in gran parte rivendiamo».

Ma quando il termovalorizzatore cesserà di operare?

«L'Autorizzazione Integrata Ambientale attualmente in vigore è valida fino al 2032. Il problema è che non possiamo dimenticare che viviamo in una società dei consumi, e dunque dei rifiuti. E che, senza il termovalorizzatore, non ci sarebbe stata soluzione per i rifiuti non riciclabili prodotti in provincia. Da parte nostra ci siamo fortemente impegnati in questi anni per sviluppare le raccolte differenziate, potenziando quelle esistenti ed introducendone di nuove. Siamo arrivati al 70,2% di differenziazione, ma siamo ancora lontani dalla soglia che ci permetterebbe di rinunciare al termovalorizzatore».

Ha parlato di impegno per le raccolte differenziate. In cosa ha consistito?

«Nel 2010 abbiamo avviato la sperimentazione della raccolta del vetro “porta a porta” in alcuni comuni e incentivato la raccolta dei piccoli raee nelle aree ecologiche comunali: due servizi poi estesi in tutta la provincia. Nel 2016 abbiamo avviato in alcuni Comuni la sperimentazione dell’applicazione della “tariffa puntuale”, che ora estenderemo nei Comuni facenti parte di bacini omogenei da ventimila abitanti interessati. Nel 2018 abbiamo avviato la raccolta della carta mono-materiale mediante contenitore rigido giallo in tutti i Comuni Soci e la sperimentazione della raccolta delle capsule in alluminio del caffè, per la quale abbiamo ricevuto anche un riconoscimento nazionale. Sono stati passaggi importanti, accompagnati da una politica di riduzione dei corrispettivi ai Comuni che nel 2009 erano di settantacinque euro medi a tonnellata e che nel 2018 sono stati di cinquantotto euro medi a tonnellata, premiando sempre le raccolte differenziate e penalizzando quella di rifiuti non riciclabili».

Qual è stata una tappa decisa per lo sviluppo di Silea?

«Certamente l’aver ottenuto l’affidamento da parte di tutti i Comuni soci del servizio di raccolta dei rifiuti fino al 2029. Questo ci ha permesso di proporci, secondo quanto la stessa Regione Lombardia ci indicava, come gestori del ciclo integrale dei rifiuti, garantendo servizi migliori e soprattutto una integrazione tra le diverse fasi del ciclo».

Da imprenditore e manager, di cosa va più fiero?

«Dei risultati economici conseguiti, che ci hanno permesso, in questi 9 anni, di investire con mezzi propri, più di 11 milioni di euro per il miglioramento e l’aggiornamento tecnologico di tutti gli impianti».

E come pubblico amministratore?

«Di aver contribuito in modo concreto all’educazione ambientale dei cittadini, a cominciare dai più giovani. Sono oltre 5 mila ogni anno i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado della provincia a essere interessati dalle nostre lezioni e dai nostri laboratori a scuola in tema di educazione ambientale: da come produrre meno scarti a come riciclare e riutilizzare i rifiuti prodotti. Abbiamo una collana editoriale per i più piccoli, una forte integrazione con gli insegnanti, concorsi che premiano le scuole e i comuni “più ricicloni”. Abbiamo sottoscritto una collaborazione con ANACI per arrivare in tutti i condomini e fare educazione ambientale e ai nostri “open day” partecipano ogni anno centinaia di famiglie.  Siamo presenti ad Agrinatura a Lariofiere e alla Sagra delle Sagre, per far conoscere i nostri strumenti. Siamo convinti che, se educhiamo e sensibilizziamo i più piccoli, contribuiamo a diffondere una maggiore sensibilità eco-ambientale anche nelle famiglie e introduciamo comportamenti quotidiani che puntano a ridurre gli sprechi e, dunque, i rifiuti. Il futuro sarà più sostenibile solo se tutti cambieremo il nostro modo di vivere nella quotidianità».

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