Poste, la Slc non firma l'intesa: «Accordi non soddisfacenti, continuiamo con la vertenza»

Il sindacato non sigla l'accordo regionale: «Quelle disponibilità numeriche in realtà sono già previste dagli accordi nazionali»

«Sulla situazione di Poste continuiamo con la nostra vertenza». Fabio Gerosa, segretario generale Slc (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) Cgil Lecco, va controcorrente rispetto alle altre sigle sindacali che nei giorni scorsi hanno firmato un accordo con l’azienda per la stabilizzazione di 34 dipendenti in provincia. «Nell’accordo regionale non c’è scritto da nessuna parte che arriveranno 34 nuove assunzioni sul territorio di Lecco – afferma –. Inoltre da gennaio a giugno di quest’anno abbiamo perso diverse decine di addetti per pensionamenti e dimissioni e il numero continua a crescere in maniera esponenziale. In questa folle corsa senza precauzioni, garanzie e sicurezze per chi opera quotidianamente sulle strade, dobbiamo purtroppo constatare un altro collega di 37 anni portalettere deceduto durante il servizio a Padova in un ennesimo incidete stradale».

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«Accordo regionale che non aggiunge nulla»

«Come Slc abbiamo ben chiara la situazione grazie anche a un lungo percorso assembleare con i lavoratori – prosegue il sindacalista –. Non abbiamo inteso chiudere l’accordo regionale, e la vertenza intrapresa, perché quelle disponibilità numeriche in realtà sono già previste dagli accordi nazionali. Nulla di nuovo, quindi, e il continuo esodo di personale, per effetto della quota cento, sta contraendo sempre di più gli organici. Sportellisti allo sbando e senza la certezza giornaliera di sapere in quale ufficio andranno a lavorare, dovendo coprire le carenze di tutti i comuni della provincia, al pari dei portalettere che, oltre a soffocare nel torrido caldo di queste giornate, sono costretti a farsi carico di un superlavoro in assenza di colleghi ormai in pensione. Peraltro in presenza di strumenti di lavoro estremamente vetusti ed al limite della sicurezza e di uffici postali fatiscenti e spesso privi anche di condizionatori, in assenza di reali investimenti aziendali, anche questi previsti dagli accordi sottoscritti».

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Si tratta solo di pochi semplici esempi, «ma che spiegano bene quale sia il benessere dei lavoratori di Poste che, a detta di altri, parrebbe sia stato raggiunto – sottolinea Gerosa –. È utile ricordare che di quei numeri snocciolati in accordo regionale, che ricordiamo essere gli stessi degli accordi nazionali già sottoscritti anche da Slc Cgil, in realtà solo una piccola parte verrà immediatamente immessa sui cicli produttivi. Per esempio i cinque part time che dovrebbero sostituire i numerosissimi esodi full time». Ecco perché la Slc continuerà il suo percorso conflittuale e non ha sottoscritto l’ultima intesa.

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