Il volto di Leonardo sul San Martino: «Provocazione dadaista, grazie ai ragazzi dell'Oratorio»

A realizzare l'opera è stato Daniele Lorenzo Fumagalli, classe 1957, residente nella vicina Barzago: «Con uno di questo proiettori hanno colorato di rosa il Monte Bianco»

Il volto di Leonardo proiettato sulla parete del San Martino

Ha destato parecchia curiosità, giovedì sera, il volto di Leonardo Da Vinci proiettato sulla parete del Monte San Martino che si affaccia su Lecco; una visione unica, che ricorda il Genio di Anchiano a cinquecento anni dalla sua scomparsa. A realizzarla, per conto dell'Oratorio San Francesco dove si sta tenendo la consueta festa patronale, è Daniele Lorenzo Fumagalli, classe 1957, residente nella vicina Barzago e specializzato in questo tipo di rappresentazioni; da giovedì 6 a sabato 8 i lecchesi e tutti coloro che sosteranno in città potranno ammirare l'opera. Fumagalli si racconta: «Sono un artista, un videoartista per la precisione - ci racconta Daniele mentre ammira soddisfatto maschera e montagna -. Sono molto soddisfatto di quello che è stato realizzato e parte del merito va anche ai ragazzi di Oratorio e Cenacolo, perchè a questo progetto non credeva nessuno. La ditta Proietta di Avigliana (TO) di Cristiano Pigino mi ha dato il supporto necessario, portando qui da Courmayeur una delle ottiche per il proiettore Impressive 1200-2500 che utilizzo in questi tre giorni».

Il volto di Leonardo sul San Martino: ecco perchè

In Piemonte una batteria di questi proiettori («che possono reggere qualsiasi tipo d’intemperia») ha colorato di rosa il Monte Bianco per festeggiare il passaggio del Giro d'Italia, dopodichè un'ottica è stata portata nelle mani dell'artista brianzolo; altri tipi sono stati utilizzati per "disegnare" una croce sul Corno Birone lo scorso anno o per illuminare la Biblioteca di Civate e il conosciuto Paese dei Balocchi di Como durante il periodo natalizio. Distante ottocento metri rispetto al punto di "sparo", il volto di Leonardo si è mostrato per circa un'ora ai lecchesi; di recente, l'opera è stata realizzata anche a Lentate sul Seveso e in Valsassina: alta circa duecento metri, rappresenta «una provocazione dadaista, secondo cui indossare una maschera per dieci secondi al giorno davanti a uno specchio rende più saggi. Cosa, però, assolutamente non vera».

Leonardo ha disegnato Lecco? Secondo Magnani una pianta è stata disegnata dal Genio

«Il grande potere della maschera può aiutare a migliorare le tue spiccate doti naturali - si legge sulla pagina Facebook di riferimento -. Con un'applicazione al volto di 10 secondi al giorno davanti a uno specchio, dopo solo un mese potresti migliorare intelligenza, creatività, saggezza e percezione di te stesso». «Di queste maschere - spiegaFumagalli - ce ne sono di vari tipi in tutto il mondo. Quella che utilizzo è stata realizzata circa tre anni fa».

Il motivo per cui l'opera è stata realizzata sul San Martino è, inoltre, stato motivo di feroce dibattito negli scorsi anni: «Si dice - conclude l'artista - che lo sfondo della Gioconda comprenda questa montagna e il Ponte Vecchio. Teoria che, almeno per ora, mai è stata confermata e in tanti rigettano». Sicuramente l'effetto è piaciuto ai lecchesi, che dalla serata di giovedì stanno tempestando i social network con fotografie e domande sulla provenienza della proiezione.

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