Gastrite, come mangiare meglio e migliorare i sintomi

Fra i rischi del “confinamento” in casa, c'è anche quello di abbandonare le buone abitudini alimentari a favore di cibi grassi, aumentando i sintomi del reflusso gastroesofageo. Ecco alcuni consigli da seguire

Durante la quarantena, molte persone hanno abbandonato le buone abitudini alimentari a favore di cibi grassi, alcolici e dolci per trascorrere il tempo e trovare uno sfogo piscologico. Queste cattive abitudini, però, possono aumentare i sintomi del reflusso gastroesofageo: gastrite, ernia jatale, reflusso gastrico, rigurgito dopo i pasti, tutti disturbi comuni nella popolazione generale e, purtroppo, sempre più frequenti anche nei giovani.

Vediamo quali sono le cause e i rimedi.

Le cause

"Le cause di reflusso gastroesofageo possono essere molte, tra cui problematiche anatomiche, sovrappeso, ernia iatale, mangiare di fretta, voracemente o in modo disordinato con pasti abbondanti, consumare alimenti troppo conditi e ricchi di spezie, bere alcolici, caffè, ma anche situazione di stress e ansia" spiega Dr.ssa Gaia Gagliardi, Dietologa del Centro Medico Unisalus di Milano.

I rimedi

Per migliorare la sintomatologia e in alcuni casi eliminarla, è necessario modificare lo stile di vita e l'alimentazione. È quindi fondamentale mantenere un peso corporeo nella norma, poiché l'obesità causa un aumento della pressione intra addominale che può determinare con più facilità una risalita del contenuto gastrico in esofago generando cosi la sintomatologia. Anche il fumo di sigaretta può peggiorare la sintomatologia, irritando la mucosa gastrica. 

Ecco alcune regole per chi presenta problemi di reflusso:

- Non indossare indumenti che stringono lo stomaco o eccessivamente l’addome,

- Evitare di consumare il pasto frettolosamente o in piedi ma masticare con calma il boccone poiché la prima digestione avviene in bocca, 

- Non coricarsi subito dopo aver consumato il pasto ma, se possibile, rimanere in posizione seduta o eventualmente in piedi.

L’Alimentazione

Per quanto riguarda l’alimentazione, è importante fare un percorso e un piano dietetico personalizzato che tenga conto di alcune variabili. La sintomatologia infatti, varia a seconda dei soggetti. 

In generale, ci sono alimenti che è bene limitare o comunque evitare nelle fasi acute:

⁃ i cibi fritti
⁃ le carni rosse e grasse
⁃ gli insaccati,
⁃ i formaggi stagionati come pecorino. Solitamente è ben tollerato il grana ed è soggettivo per yogurt e latte. Il latte può essere ben tollerato al momento ma causare sintomatologia dopo qualche ora, specialmente se associato al caffè.
⁃ cioccolata, cacao, menta, spezie e agrumi
⁃ caffè, tè e alcolici e superalcolici, bevande gassate e zuccherate. Al posto del caffè un’ottima alternativa è l’orzo solubile.
- salse e sughi pronti
⁃ prodotti dolciari industriali: meglio dolci fatti in casa poco elaborati come banana bread o dolce di mele
⁃ cibi grassi (formaggi, brodo di carne) che rallentano la digestione
⁃ carni grasse, preferire carne bianca magra con cotture semplici, anche bollite
⁃ anche per la verdura, valutare la tollerabilità, evitare pomodori e preferire verdura poco fibrosa con cotture semplici come zucchine, melanzane, carote, cuore di finocchio e carciofo, zucca. L’insalata, non sempre viene ben tollerata, preferire gentilina, valeriana, lattughino che sono più digeribili o scarola, ma preferirla cotta.

Consigli

Evitare di consumare pasti abbondanti ma introdurre gli spuntini, che essendo pasti accessori, spesso si tiene ad eliminare. In questo caso invece, possono rivelarsi utili, in particolar modo per introdurre la frutta che a fine pasto non è tollerata.

In più, evitare di consumare bevande troppo calde o troppo fredde. Tisane come malva, camomilla, melissa, finocchio possono migliorare la sintomatologia, se bevute tiepide.

Cibi, definiti tampone, come banana, pane tostato, riso, grana, legumi decorticarti, verdure poco fibrose e carne bianca con cotture semplici, possono aiutare a ridurre il bruciore di stomaco. 

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