Barzago: Alvin Berisha torna a casa, salvato da polizia e carabinieri

Il giovanissimo, 11 anni, era stato trascinato in Siria dalla madre Valona, poi morta a causa di un'esplosione. Già venerdì potrebbe essere in Italia

 

È stato liberato il piccolo Alvin Berisha, il bimbo sequestrato e portato via dall'Italia dalla madre radicalizzata e divenuta foreign fighter, associandosi all'Isis. Alvin, nato 11 anni fa in Italia, è stato ritrovato nel campo profughi di Al Hol sotto il controllo dei curdi, che ospita oltre 700mila persone, in prevalenza compagne e figli di combattenti jihadisti in prigione. Il piccolo si trova ora nell'Ambasciata italiana a Beirut, in attesa di partire alla volta del nostro paese.

Il 17 dicembre 2014 Valbona Berisha, albanese residente a Barzago insieme al marito Afrimm Berisha, fuggì portando via con sé il piccolo Alvin, che all'epoca aveva sei anni. Afrimm Berisha denunciò subito la scomparsa della donna e del figlio e più volte negli anni si è recato in Siria per cercare i due. Lo scorso 25 ottobre l'uomo era riuscito a riabbracciare il figlio nel campo di prigionia in Siria, ma per questioni burocratiche legate alla nazionalità albanese (Alvin non ha infatti la cittadinanza italiana) il bambino non era potuto partire con lui. Nei giorni scorsi la facciata del Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia, si era illuminata con la scritta "Free Alvin" per sensibilizzare l'opinione pubblica sul caso del piccolo Berisha.

Siria: il Consiglio regionale chiede al Governo di riportare a casa il piccolo Alvin

Il piccolo Alvin può tornare a casa

Nel mese di agosto scorso è stato attivato il Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) del Ministero dell'Interno che è il punto di contatto italiano per la cooperazione internazionale di polizia. Lo Scip e il Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) dei Carabinieri - titolare dell'indagine sul sequestro su cui era stato emesso un mandato di arresto europeo a carico della donna per la sottrazione del minore hanno scoperto che la donna è morta in Siria durante un combattimento e che Alvin viveva nella cosiddetta "area degli orfani" del campo di Al Hol. Per verificare con certezza l'identità del minore, lo Scip ha interessato la Polizia Scientifica italiana che ha proceduto ad un esame di comparazione fisionomica dando un giudizio di totale compatibilità, anche per una malformazione specifica dell'orecchio destro di Alvin riferita dal padre e rintracciata nel bambino presente nel campo profughi in Siria. Contemporaneamente, il 10 settembre scorso, su autorizzazione della Procura della Repubblica di Milano, è stata diramata in ambito Interpol una yellow notice, ossia a dire una nota di rintraccio del minore, e il Gip del Tribunale di Milano ha chiesto di sentire in modalità protetta il bambino, una volta in Italia, sui fatti di terrorismo oggetto d'indagine.

Potrebbe Interessarti

Torna su
LeccoToday è in caricamento