L'allarme dell'Ona: in città quasi 3 milioni di metri quadri di amianto da eliminare

"La città di Lecco vanta un triste primato: 26,6 ammalati per milione di abitanti, si registrano 130 casi di cancro imputabili alle fibre di amianto negli ultimi 13 anni"

Continua l'allarme amianto a Lecco. E' passato più di un mese da quando parte del tetto in amianto dell'ex Vellutificio Radaelli sono crollate, spaventando i residenti della zona. Da allora, non si è mossa una foglia: nessun intervento di messa in sicurezza, ne di bonifica dell'area. E i pericoli per la salute sono elevatissimi. Per questo gli abitanti del quartiere Rancio hanno raccolto 95 firme per consegnarle al Comune e all'Ats (ex Asl) perchè "preoccupati per la situazione di mancata sicurezza e di rischio per la salute che si è venuta a creare". In attesa di bonifica anche la ex-Leuci.

A lanciare l'allarme non sono soltanto i cittadini, ma anche l'Ona, l'Osservatorio Nazionale Amianto. "La città di Lecco, zona fortemente industriale, vanta il triste primato di un tasso di mortalità per mesotelioma particolarmente elevato: 26,6 ammalati per milione di abitanti, si registrano 130 casi di cancro imputabili alle fibre di amianto negli ultimi 13 anni. Nella provincia lombarda, sono ancora 71.749 i metri cubi di coperture di eternit da rimuovere; un equivalente di 2 milioni e 600 mila metri quadrati", scrive in una nota l'Ona. Dati che non fanno promettere bene, considerando che secondo l'osservatorio "il picco di decessi per patologie absesto correlate è previsto entro il 2020".

Nella regione Lombardia, invece, i casi sospetti di mesotelioma, dal 200 al 2013, sono stati 8415, di cui 4225 accertati dal RENAM regionale.

Anche i dati nazionali e mondiali continuano ad aumentare. Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno), con un particolare incremento oltre i 50 anni.

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche - tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche - asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie).

Tra gli obiettivi principali dell’Osservatorio Nazionale Amianto vi è, infatti, quello della prevenzione, che si distingue in: primaria (bonifica dei siti per evitare ogni forma di esposizione), che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo”, dichiara Ezio Bonanni, presidente ONA.

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