«Mangia le banane»: frasi razziste al giocatore durante partita delle giovanili

L'episodio in Franciacorta-Olginatese, campionato Under 17. I dirigenti: «Da bordo campo non ci siamo accorti di nulla». La società bresciana si scusa e chiarisce: «Usate altre parole»

Un caso di razzismo in campo scuote il calcio giovanile del Lecchese. È accaduto sabato, durante il match del campionato Elite Under 17 tra Franciacorta e Olginatese.

Un calciatore della squadra bianconera, già in rampa di lancio nelle Nazionali giovanili, ha ricevuto frasi offensive e discriminatorie per il colore della sua pelle: «Vai a mangiare le banane», questo il tenore delle parole che alcuni giocatori avversari gli avrebbero rivolto. È stato lo stesso calciatore olginatese a denunciare l'accaduto, una volta terminata la partita, rifiutando le scuse prontamente giunte dal Franciacorta sullo spiacevole episodio.

Insulto razzista e zuffa durante la partita dei Giovanissimi, stangata del giudice sportivo

«Noi non ci siamo accorti di nulla sino alla fine della gara - commenta Fabrizio Redaelli, responsabile del Settore giovanile dell'Olginatese - Loro rappresentanti e un loro allenatore sono venuti a chiedere scusa al nostro giocatore, ma non ha voltuo sentire ragioni perché troppo arrabbiato. Ci siamo confrontanti con lui e ci ha detto che aveva ricevuto frasi a sfondo razzista, udendo la parola "banana", da parte di alcuni giocatori avversari. Da fuori campo non abbiamo sentito niente. Noi, come società, non ci siamo ancora mossi ufficialmente anche perché, lo sottolineo, dal Franciacorta abbiamo ricevuto tutto il sostegno possibile, a testimonianza della volontà di rimediare a ogni costo al brutto episodio».

Il Franciacorta: «Episodi simili contro il nostro codice etico»

La replica ufficiale del Franciacorta non è tardata a giungere, come riportato dai nostri colleghi di Brescia Today. «Delle frasi a sfondo razzista sono state dette, ma non quelle riportate dal genitore della squadra avversaria e il mister non ha rincarato la dose in nessun modo - sono le parole della società bresciana - Il mister Igor Trocchia e il responsabile del settore giovanile Giovanni Brotto hanno subito cercato di porre le scuse al ragazzo, andando nello spogliatoio dell’Olginatese, ma lui non ha voluto accettarle. Il giorno successivo la nostra società si di nuovo confrontata con quella lecchese per capire come fossero andate le cose realmente: anche loro confermano la nostra versione. Sono comunque stati presi dei provvedimenti nei confronti del nostro giocatore non in ottica punitiva ma educativa, perché episodi del genere vanno contro il codice etico della nostro club».

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