Poste italiane, continua la bufera sulle chiusure degli uffici nei centri minori

Il vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti esorta ai ricorsi al Tar, mentre il sindaco di Ello Elena Zambretti passa dalle parole ai fatti

Continuano le proteste nel Lecchese per le chiusure delle filiali di Poste Italiane, giustificate per motivi economici dalla compagnia ma che arrecano danno alla popolazione. Anche il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega nord) si esprime sull'argomento: «Dopo la sentenza del Tar del Friuli, Poste italiane riveda il piano di riorganizzazione degli sportelli in Lombardia e ascolti la voce dei sindaci e dei territori».

Cecchetti parla della sentenza, su cui già si era espresso il senatore calolziese Arrigoni, con cui il Tar di Udine aveva bocciato la chiusura di due uffici postali accogliendo il ricorso del Comune. Il Tar si è opposto alla serrata di Poste Italiane evidenziando come in base alle regole Ue le Poste sono un servizio universale che deve essere garantito ovunque: «La chiusura deve avvenire solo dopo aver comparato gli interessi in gioco, tutelando le zone svantaggiate».

Continua il vicepresidente: «La sentenza del Tar riafferma quello che da mesi noi in Regione Lombardia diciamo: la spending review non deve essere fatta a spese dei territori, soprattutto non a danno delle fasce più deboli delle popolazioni».

Sul piede di battaglia sono in particolare i cittadini del piccolo comune di Ello, guidati dalla prima cittadina Elena Zambetti, che hanno raccolto le firme di ben 500 cittadini per avviare la procedura di ricorso al Tar. Al centro della questione il provvedimento di Poste Italiane che prevede l'apertura dello sportello ellese per soli tre giorni a settimana a partire dal 7 settembre.

Le motivazioni della protesta sono riassunte nella delibera della giunta, che sottolinea come la rimodulazione oraria vada a detrimento delle fasce più deboli della popolazione, come gli anziani. Inoltre, considerato l'isolamento di Ello rispetto ai comuni limitrofi dotati di uffici postali, risulta veramente difficile per i cittadini del piccolo abitato spostarsi per ogni singola commissione. Infine, non saranno solo i cittadini del comune ad avere problemi con la chiusura, ma anche gli abitanti delle frazioni limitrofe che fanno affidamento sull'ufficio di Ello, come Villa Vergano, Imberido e altri.

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La risoluzione di rivolgersi al Tar vuole venire incontro alle esigenze espresse direttamente dai cittadini; resta da vedere se la sentenza sarà in linea con quella emessa in Friuli.

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