Auto truccate, "svizzeri" insospettabili e i capi albanesi: così la cocaina arriva a Lecco

Tre persone arrestate dalla polizia: gestivano un traffico di cocaina dall'Olanda. Chi sono

I fotogrammi diffusi dalla Polizia di Stato di Milan

Il capo - un albanese con i contatti giusti - si occupava anche dell'ultimo passaggio. Fermo su una collinetta svizzera, che gli garantiva una visuale ottima, controllava che la frontiera fosse libera dalle forze dell'ordine. Quindi, certo che il suo carico non fosse in pericolo, dava il via libera all'auto civetta e al "mulo", come in Sudamerica - terra dalla quale partiva il viaggio della droga - vengono chiamati gli uomini che si occupano di trasportare la cocaina. L'ultimo viaggio, l'ultimo "via libera" inviato via messaggio, gli è stato però fatale. Perché sulle loro tracce c'era la polizia, che adesso - dopo mesi di indagine - ha fermato anche lui. 

Gli uomini della sezione antidroga della Squadra Mobile di Milano hanno arrestato tre uomini - due cittadini spagnoli naturalizzati svizzeri e un cittadino albanese - con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Il gruppo - hanno accertato gli investigatori - gestiva una importante via di spaccio dall'Olanda alla Lombardia, riuscendo a portare tra Milano e Lecco circa due chili di cocaina ogni mese. 

Blitz nei boschi: sedici arrestati

I due "svizzeri" sulla rotta elvetica

Le prime manette sono scattate a gennaio 2018, alla frontiera di Bizzarone. Lì, gli agenti hanno fermato Alejandro Escribia e Fuster Fort Salvador: entrambi quasi sessantenni, entrambi spagnoli - nel paese iberico hanno precedenti -, ma entrambi con documenti svizzeri e incensurati per la legge elvetica. I due sono stati bloccati a bordo di una Opel Insigna - acquistata in Italia, ma immatricolata in svizzera - carica di oltre due chili di cocaina. 

La droga era nascosta in un vano ricavato all'interno del telaio, posizionato sotto il bracciolo del guidatore, che si apriva soltanto grazie a una determinata sequenza fatta premendo alcuni pulsanti del cruscotto.

Il vero segreto del gruppo, però, erano proprio i documenti svizzeri. Non a caso, infatti, i trafficanti usavano una rotta quasi inesplorata - di solito la cocaina arriva in Italia passando dall'Austria - puntando tutto sulla cittadinanza elvetica dei due spagnoli, insospettabili anche per l'età, tutto sommato matura. 

Foto - La via della cocaina dall'Olanda a Milano

rotta cocaina milano-2

Da gennaio, dal momento dell'arresto dei due "muli", gli agenti hanno poi risalito la corrente e nei giorni scorsi sono riusciti ad arrivare ai due "referenti": due uomini albanesi, che - questa la convinzione degli investigatori - riuscivano ad organizzare almeno un viaggio al mese per rifornire, con due chili di droga alla volta, le piazze di spaccio di Lecco e Milano. Uno dei due è al momento ricercato, mentre l'altro - il 32enne Ferro Hoxa - è stato arrestato. Era proprio lui l'uomo incaricare di dare l'ultimo via libera alla frontiera. 

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Nel vano segreto il posto della "coca"

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