Coronavirus, decisione fiume: tutta l'Italia diventa "zona protetta", l'annuncio di Conte

L'annuncio del premier Giuseppe Conte durante la serata di lunedì 9 marzo: «Stiamo avendo una crescita importante nei contagi»

Giuseppe Conte in una foto di pochi giorni fa a Palazzo Chigi. ANSA/PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI

L'Italia diventa "zona protetta" per contrastare il Nuovo coronavirus. A dare l'annuncio, nella serata di lunedì 9 marzo, è stato il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa a reti unificate: tutti i provvedimenti applicati alla Lombardia nel corso del fine settimana sono stati applicati su scala nazionale dal Governo. Le nuove norme, valide fino al prossimo 3 aprile 2020, sono contenute in un «Dpcm che va in Gazzetta Ufficiale stasera ed entrano in vigore domattina»; anche le scuole, di conseguenza, rimarranno chiuse almeno fino alla scadenza del Decreto legge: «Portiamo la sospensione delle attività didattiche sia nelle scuole che nelle Università sino al 3 aprile, su tutta la penisola isole comprese».

«Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell'Italia - ha detto il Presidente del Consiglio Conte -. Non c'è tempo, i numeri parlano di crescita importante nei contagi. Il futuro del Paese è nelle nostre mani e dobbiamo essere responsabili». Così il premier sulla questione sport: «Sospeso il campionato di calcio. Non consentiremo neppure l'uso delle palestre», mentre sui trasporti pubblici: «Non è prevista una limitazione. Cerchiamo di garantire la continuità del sistema produttivo. Vogliamo consentire alle persone di andare a lavorare».

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Da domani 10 marzo 2020 saranno adottate nuove regole in tutta Italia. Saranno in vigore su tutto il territorio nazionale le stesse norme già adottate in Lombardia e nelle 14 province già denominate zona rossa. 

  • «Evitare gli spostamenti non motivati da ragioni di lavoro, necessità o di salute». 
  • «Divieto assembramento all'aperto in locali aperti al pubblico»
  • «Sospese tutte le manifestazioni sportive»

Parimenti alle precedenti misure la sospesione delle scuole già adottata nel precedente decreto, è estesa fino al 3 aprile in tutta Italia, per gli istituti di ogni ordine e grado e per le università.

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"Zona protetta": le disposizioni

Questi, più nel dettaglio, i provvedimenti presi nel fine settimana e che, di conseguenza, saranno estesi a tutto il Paese:

  • evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori citati, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza;
  • ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;
  • divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
  • sono sospesi eventi e competizioni sportive;
  • sono chiusi gli impianti da sci;
  • sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d'esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività;
  • l'apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sospese cerimonie civili e religiose, anche funebri;
  • restano chiuse tutte le scuole e le università, che possono però continuare l'attività formativa a distanza. Continuani invece i corsi per specializzandi in medicina e le attività di tirocinio per le professione sanitarie;
  • sono chiusi i musei e gli istituti culturali;
  • sono sospese le procedure concorsuali pubbliche e private ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati è effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica; eccezione per il personale sanitario;
  • sono consentite le attività di ristorazione e dei bar (orario 6-18), con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione;
  • sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di cui alla lettera precedente a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone;
  • è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso;
  • l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura;
  • sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico;
  • sono adottate in tutti i casi possibili, nello svolgimento di incontri o riunioni, modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell'ambito dell'emergenza Covid-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
  • nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
  • sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

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