Fiori, canzoni e applausi: l'addio in musica al giovane Alex Crippa

Una grande folla ha idealmente abbracciato il 21enne scomparso in un incidente stradale. Sulla bara la sua maglia numero "33", presenti i compagni della squadra "Gso Lecco Alta"

La folla commossa ai funerali di Alex Crippa (Foto Matteo Bonacina/LeccoToday)

Centinaia di persone hanno voluto tributargli l'ultimo saluto, l'omaggio a un ragazzo strappato alla vita a soli 21 anni da un tragico incidente che ha interrotto le sue speranze e i suoi sogni.

Musica e dolore per l'ultimo saluto

Giovedì mattina, nel gremito campo inferiore dell'oratorio della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a Laorca, si è celebrato il funerale di Alex Crippa, il giovane morto a seguito del terribile sinistro stradale occorso nella notte tra venerdì e sabato. Familiari, amici e conoscenti si sono stretti attorno alla salma del 21enne, proprio nel luogo che più Alex frequentava, quel campo di calcio in cui giocava da sempre e incontrava gli amici. Gli amici hanno voluto dedicargli uno striscione recitante il testo di "Vibra Positiva", canzone amata dal giovane ("Mira para arriba y agradece/Porque tienes una vida pese lo que pese/Ahora abre tu ventana, mira para afuera/Existen cosa bellas, existen cosas buenas", ovvero "Guarda e ringrazia/perchè hai una vita nonostante ciò che pesa/Ora apri la tua finestra/ci sono cose belle ci sono cose buone"), cui è stato affiancato un altro striscione, recante il numero "33", il preferito di Alex.

Il rione e il campo da calcio hanno ospitato centinaia di macchine, a testimonianza dell'elevato numero di persone, in gran parte giovani, che hanno partecipato alle esequie officiate da don Claudio Maggioni, parroco di Laorca, San Giovanni e Rancio, e da don Andrea Bellani, a capo della comunità pastorale di Belledo, Caleotto e Germanedo.

I compagni di squadra del Gso Lecco Alta hanno appoggiato sulla bara la maglia "33", suo numero nella formazione Top Junior della squadra locale iscritta al campionato Csi. Tanti tesserati si sono presentati con la divisa della società, i compagni di squadra hanno indossato le maglie da gioco, un altro giovane, ancora, ha seguito la cerimonia con maglia "Alex 33". Presenti anche i componenti della "700mtsoprailcielo", scuola country di Lecco.

Al termine della cerimonia è stato consentito ai presenti di firmare, scortati da alcune canzoni gradite al giovane, la bara di Alex, poi tumulata presso il cimitero di Castello.

Alex Crippa, donati gli organi

Il ricordo della mamma e degli amici

Comosso il ricordo della madre di Alex: «Hai vissuto la tua vita breve senza pensare a pericoli e consigli. Volevi fare tante cose, eri sempre il primo a metterti in gioco. Hai voluto darci la possibilità di salutarti. C’è stato dolore in questi giorni difficili, certo, ma l’amore ha superato tutto. Con il tuo "33" volevi salvare il mondo, ho capito solo ora quanto ora ci volessimo bene e ci capissimo. Ho donato agli altri tutto quello che dovevo donare di te, come tu volevi. La nostra vita non sarà la stessa, ma grazie alla tua generosità vivranno in tanti e tu stesso avrai tante vite da vivere: goditele tutte. Siete stati tantissimi in questi giorni, facce conosciute anche da noi e altre solo da te, in tantissimi ci avete portato ogni carezza e ogni abbraccio. Pregate per Alex e per chi ha ricevuto il suo dono. Non lasciateci soli, ragazzi: venite a casa e prendete ciò che volete di lui. Le nostre case saranno le vostre».

Così come lo è stato quello di Nicola, amico d'infanzia: «Fratello mio, è inutile dirti che persona sei e il bene che ti voglio. Sei l'amore fatta persona. Mi hai insegnato tanto nella tua breve e intensa vita, sei l’amico migliore che mi potesse capitare. Mi dicevi sempre di “regondermi”, quando ti stavo sbagliando. Eri generoso, altruista e sincero, andrei anche oltre ma m'insulteresti come tu sai fare. Mi mancano già le nostre sfide e le nostre imprese, fantasticando sulla vita futura. Mi scalderai il cuore tutta la vita».

Così com'è stato toccante la lettera letta dai compagni di squadra della Lecco Alta, cui ha fatto seguito un lungo applauso: «Mi piace ricordarti così, come una brezza estiva che verrà sempre a trovarci. Mi è stato affidato il “compito” di mettere insieme tante parti di te che hai depositato in ciascuno di noi, che ognuno ha scelto di ricordare. “Stringiamo dentro gli occhi la tua stessa luce”. Devo dire che anche questa volta, se guardo in alto nel cielo, in questo momento c’è un solo che splende, un solo che hai portato sicuramente tu. Alex, se dovessimo trovare un modo per descriverti, molto probabilmente dovremmo inventarci una nuova parola sul dizionario perché sei tante cose diverse allo stesso tempo, un paradosso continuo: coraggio e fragilità, forza e debolezza, tanta bontà, maturità e incoscienza infantile allo stesso tempo. Ossimoro. Forse è la parola che ti rappresenta di più. Ma quella che resta senza il suo paradosso, e in tutta la sua purezza, è la bonta».

La tragedia

Il sinistro che si è portato via Alex è avvenuto venerdì notte sulla vecchia Lecco-Ballabio, a Pomedo: l'automobile su cui il giovane viaggiava con un amico, il ventenne Nicola Gallo, per cause al vaglio delle forze dell'ordine, si è ribaltata, facendo finire i due ragazzi fuori dall'abitacolo. Poco dopo le 3.20 sono entrati in azione i mezzi e il personale di soccorso di varie realtà cittadine, che hanno raggiunto il luogo del sinistro per risolvere l'emergenza.

Crippa è stato portato in ospedale da subito in condizioni critiche, mentre l'amico non ha riportato ferite tali da renderlo in pericolo di vita. La morte del ragazzo, come constatato dai medici, è sopraggiunta domenica nel tardo pomeriggio. La famiglia di Alex ha deciso di consentire ai medici di espiantare gli organi (cuore, fegato, polmoni, rene, pancreas e cornee); un gesto di straordinaria umanità in un momento difficilissimo.

L'incidente nella notte tra venerdì e sabato

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