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La tragedia / Colico

Incidente mortale in Statale per colpa di un cervo: “Allarme sicurezza”

Coldiretti Como Lecco commenta la recente tragedia avvenuta lungo la Strada Statale 38

C'è preoccupazione anche nel Lecchese dopo l'incidente mortale provocato dalla fauna selvatica ai margini delle due province lariane. È successo la notte scorsa a Cosio Valtellino, non lontano da Morbegno, dai confini dell’Alto Comasco e Lecchese e dalla punta nord del lago. La vittima è un automobilista di 62 anni coinvolto in un frontale con un’altra vettura a causa – a quanto emerge dai primi rilievi – dell’invasione di carreggiata da parte di un cervo.

All'origine del sinistro, con ogni probabilità, la presenza di un cervo che stava attraversando la strada: erano da poco passate le 22 e, per evitare l'impatto con l'animale, un'auto, diretta verso Colico, ha invaso la corsia di marcia opposta, proprio nel momento in cui, però, stava sopraggiungendo un altro mezzo.

L'impatto, così è stato inevitabile: tra l'altro, carabinieri e polizia stradale, che stanno ricostruendo l'esatta dinamica dell'incidente, sono chiamati ad appurare se il cervo sia stato comunque urtato da una delle due auto, visto che il cadavere dell'ungulato è stato rinvenuto a bordo strada proprio dalle forze dell'ordine.

Coldiretti: "Un problema di sicurezza"

Coldiretti Como Lecco si dice “estremamente preoccupata” per l’escalation del pericolo-selvatici che interessa da vicino ampie aree delle due province lariane, dalla Valsassina al Porlezzese, dove nei mesi scorsi si è sfiorata la tragedia in più occasioni, non ultimo l’episodio dello scorso agosto quando un cervo era addirittura entrato in galleria a Menaggio e si sono rischiate conseguenze facilmente immaginabili.

Quella della notte scorsa è una tragedia che si poteva e doveva evitare” commenta il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi, nel rimarcare come le ripetute invasioni di carreggiata da parte dei selvatici rappresentino “un problema di sicurezza per automobilisti e cittadini, oltrechè per gli stessi agricoltori nei loro campi. A questo si aggiungono i danni patiti dal settore primario, con raccolti distrutti e imprese sempre più a rischio chiusura: già più di un imprenditore agricolo ha deciso di cambiare attività e di trovare un’occupazione meglio retribuita nella vicina Svizzera”.

Occorre quindi “accelerare sul controllo della fauna selvatica” conclude Trezzi. “Grazie all’impegno diretto del Prefetto di Como, che torno qui a ringraziare, si sono compiuti passi importanti per la prossima messa in campo del piano di controllo nella riserva del Lago di Piano. E’ ora necessario dar corso a tutti gli interventi concreti per arginare il problema dei cervi e dei selvatici anche a tutela di chi percorre le strade delle nostre province. Non possiamo che augurarci che il nuovo anno possa portare quelle risposte che i cittadini e le imprese chiedono da tempo”.

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