In montagna (in gruppo) ai tempi del Coronavirus: uno cade e si fa male, intervengono i soccorsi

Nonostante i tanti inviti a rimanere nelle proprie abitazioni, a Spriana, in Valmalenco, un gruppo di tre persone ha deciso di fare una scampagnata sui monti

E' vero, quello di rimanere a casa e non uscire a fare attività fisica rimane, per ora, un calorosissimo invito. In gruppo, poi, si creerebbero quegli assembramenti che, per divieto, vanno evitati. Un passaggio fondamentale che puntualmente viene trasgredito un po' in tutta la Lombardia, dove il 42% della popolazione prosegue con gli spostamenti "extra-quartiere", chiaramente non tutti perchè hanno la necessità di dover mettere il naso fuori di casa e andare a lavorare.

Sicuramente non l'avevano i tre che, nel pomeriggio di giovedì 19, sono stati recuperati a Spriana, in Valmalenco (Sondrio), da una squadra del Soccorso Alpino e Speleologico. Uno di loro, come riportato dai colleghi di SondrioToday.it, durante la discesa dall'Alpe Castellaccio è scivolato e si è procurato delle ferite decisamente serie, che hanno reso necessario lanciare l'allarme alla Soreu e l'invio sul posto di tecnici delle Stazioni di Valmalenco e Sondrio, il Sagf - Soccorso alpino Guardia di finanza e Vigili del Fuoco; il ferito è stato portato in ospedale, mentre gli altri due sono stati accompagnati a valle.

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Un messaggio non ancora recepito: non c'è più posto negli ospedali

Con il solito stile moderato, il Soccorso Alpino ha spiegato: «Un intervento mobilita soccorritori, mezzi e risorse e in questo momento al nostro sistema sanitario è richiesto il massimo impegno. L’emergenza in corso impone di uscire di casa solo per casi di assoluta necessità». Un messaggio che in tanti non hanno recepito neanche a Lecco e nei dintorni, dove svariate persone si sono inerpicate, anche in gruppo, sui sentieri montani, esponendosi quindi al rischio di subire infortuni, non comprendendo come i pronti soccorsi e i vari Reparti dei presidi ospedalieri siano pieni fino al collo, ma in alcuni casi anche ben oltre, di persone potenzialmente malate di Covid-19 o con casi accertati e che l'emergenza sanitaria stia facendo fare più che gli straordinari agli operatori sanitari.

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