Iolanda Corio si racconta: "Ecco come sono diventata fashion blogger"

Oggionese, 30 anni, spinta dalla passione per la moda, due anni fa lancia "The shade of fashion". Oggi è seguita da donne di tutte le età e provenienze

Iolanda Corio a Consonno

Un progetto nato per gioco due anni fa, spinta dalla passione per il mondo della moda, ma che oggi è diventato qualcosa di più serio. Il fashion blog "The shade of fashion" di Iolanda Corio, trentenne oggionese, non è più un semplice passatempo: da circa un anno Iolanda, grazie al suo sito, partecipa a eventi - recentemente anche alla fiera milanese del Salone del mobile - e raccoglie sempre più seguito da parte di donne di tutte le età e provenienze.

Per seguirla basta cliccare su www.theshadeoffashion.com, o sull'omonima pagina Facebook e Instagram. Post in inglese in italiano e foto dei migliori outfit da lei pensati scattate dal fidanzato, Stefano Gilardi, che l'ha sempre sostenuta nel suo progetto. Sullo sfondo delle fotografie si riconoscono i paesaggi del territorio, da Consonno a Malgrate, che, grazie all'internazionalità del blog, raggiungono potenzialmente ogni angolo del mondo.

Abbiamo incontrato Iolanda in questo pomeriggio uggioso di domenica 26 aprile e le abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia. Iolanda è una bella ragazza, alla mano, ma anche determinata e costante in quello che ormai, a tutti gli effetti, è diventato praticamente un secondo lavoro.

Iolanda, da dove arriva la tua passione per la moda?  

In realtà, credo che la "colpevole" di tutto sia mia madre: da piccola mi vestiva di tutto punto, con cappellino e vestitino in tinta, magari per andare a un matrimonio. Da allora mi è sempre rimasta la passione per l'abbigliamento e la cura del look, anche se ho poi sviluppato un mio stile particolare e personale che negli anni è cambiato. Ho avvertito il cambiamento al primo anno di università, quando mi sono accorta che avrei voluto lavorare nell'ambito della comunicazione e della moda insieme. Un desiderio che non mi ha più abbandonato.

I tuoi outfit sono sempre molto variegati ed eterogenei: si va da quelli più glamour, cappotto rosa e boyfriend jeans, a quelli più aggressivi, dove abbini pantaloni neri skinny a gilet in pelliccia leopardata. Ti ispiri a qualcuno in particolare?

Non ho modelli particolari, come ho già detto seguo il mio stile personale, a volte anche solo l'umore del giorno. Seguo le fashion blogger più famose, anche se molte di loro, penso ad esempio a Chiara Ferragni, sono diventate ormai modelle a tutti gli effetti. Cerco di proporre outfit che siano alla portata di tutti, sia come prezzi che come livello di adattabilità alla vita di tutti i giorni.

Il fashion blog oggi è un fenomeno di tendenza in rete: c'è chi riesce ad acquisire una certa notorietà e chi lo tiene solo come un hobby. Che cosa differenza il tuo blog da tutti gli altri, secondo te?

Oggi tantissime liceali aprono un loro fashion blog: quando andavo a scuola io questa possibilità non esisteva nemmeno. Il prorompere di Instagram, con la sua immediatezza ha rivoluzionato tutto e oggi, molte ragazze, anche solo per sfizio, provano a cimentarsi con il loro spazio virtuale. Per avere un blog di buon livello però bisogna avere costanza: nulla è improvvisato, nè la scelta dei luoghi nè la combinazione dei testi. Ci si arrangia in base al tempo: io in settimana lavoro come impiegata, a volte resto sveglia fino a tardi la sera per completare un post, ad esempio. Si cerca sempre di rispondere a tutti e di mantenere un livello di aggiornamento costante, di tutte le mie pagine social, quindi Facebook e Instagram, non solo del blog. Per rendere più personale il mio sito poi cerco sempre di raccontare qualcosa di me, per avvicinarmi il più possibile a chi mi legge, cercando di non essere mai noiosa e curando la versione inglese e italiana personalmente.Il nome "The shade of fashion", letteralmente "sfumature di moda", ha un significato particolare: volevo far passare il messaggio che per vestirsi con stile non è necessario ricorrere per forza ai grandi marchi che non tutte si possono permettere. A volte, combinando i giusti capi, anche low cost, l'effetto è sorprendente. A volte basta poco per valorizzarsi.

Quando hai capito che il tuo blog stava diventando qualcosa di più di un semplice passatempo?

L'anno scorso. All'inizio utilizzavo una piattaforma blogspot gratuita, molto limitata nella grafica. Sono poi passata a wordpress, utilizzato da quasi tutte le bloggers, comprando un mio dominio. Quello è stato il primo salto di qualità. Il secondo è stato, direi, a gennaio di quest'anno, quando ho cambiato la grafica del sito rendendolo più personale.

"The shade of fashion" ti ha portato anche a partecipare a diversi eventi. Dove sei stata ospite recentemente?

Recentemente ho partecipato a vari eventi legati al Salone del mobile. Sono stata al Blogger day, ospite di Butterfly twists che presentava la sua collezione primavera-estate di ballerine pieghevoli, e poi al Party Italia Indipendent. 

Esiste secondo te qualcosa che una ragazza non dovrebbe mai indossare e qualcosa che invece si dovrebbe sempre avere nell'armadio?

Sul primo quesito non ho dubbi: bandite categoricamente le calze color carne. Non dovrebbe mai mancare invece nell'armadio di una ragazza un abito nero, ad esempio un tubino, ma anche un capo di altro genere. Basta che sia nero. 

Ma è proprio vero che un fashion blog può diventare un lavoro?

Si, più che altro per l'impegno che richiede che non per il ritorno economico. Per farlo bene, occorre avere passione e costanza. Oltre alla consapevolezza che può capitare che quello che proponi non piaccia. Ma questo mio progetto mi ha fatto crescere personalmente, al pari di un lavoro vero e proprio, per le collaborazioni che ne sono nate e per il fatto che la gestione è interamente in mano a me. Ho anche lanciato una collezione di magliette, "Tsof crew", sempre con l'aiuto del mio ragazzo, acquistabili online, e sono io ad interfacciarmi direttamente con il cliente.

Quanto impegno e tempo ti richiede la cura del sito e delle pagine Facebook e Instagram?

Parecchio tempo. Come ho già detto, a volte resto sveglia fino a tardi a lavorare al blog. Mentre il fine settimana è quasi sempre dedicato ai shooting, i servizi fotografici che realizzo in collaborazione con il mio ragazzo, quasi sempre in location facilmente raggiungibili in poco tempo.

Avrai ricevuto complimenti e magari anche critiche. Come si gestiscono gli uni e le altre?

I complimenti fanno sempre piacere, sono gratificanti, è inutile negarlo. Più difficile gestire le critiche. Diciamo che quando sono costruttive si cerca di imparare. A volte, invece, le offese gratuite arrivano indifferentemente da uomini e da donne, che magari prima ti erano amiche, ma si impara a non farci troppo caso. Si cresce anche così.

E per finire, ti chiediamo di dare qualche consiglio a chi vorrebbe seguire il tuo esempio.

Innanzitutto, se si ha davvero voglia di aprire un fashion blog, non bisogna preoccuparsi troppo del giudizio degli altri, per i motivi che ho già citato. In molti ti criticheranno e non tutti gli amici saranno di incoraggiamento. Poi, occorre essere costanti e non scoraggiarsi se all'inizio si ha poco seguito. E poi imparare da chi è più brava, non tanto copiarne lo stile di abbigliamento proposto, perchè ritengo che si debba proporre il proprio, quanto magari cercare di capire come è stato scritto un post o come è stato promosso sui social. E poi, libero spazio alla creatività.

(Tutte le immagini di questo servizio sono tratte dal blog "The shade of fashion", foto di Stefano Gilardi)

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