Eroina a cinque euro per tenersi i clienti, ecco come agivano gli spacciatori sul "Besanino"

Gli otto arrestati davano anche dosi gratuite ai loro giovanissimi clienti

Marco Cadeddu durante la conferenza stampa

"El Diablo è tornato", aveva annunciato ai suoi clienti Khalid Kabal, noto spacciatore di origine marocchina, al suo ritorno in Italia: ora è in carcere insieme ad altre 5 "colleghi", mentre altre 2 sono ai domiciliari.

Nella conferenza stampa di questa mattina, 2 ottobre, il capo della Squadra mobile di Lecco, Marco Cadeddu, ha svelato dettagli e particolari dell'indagine, iniziata a dicembre 2014, che ha portato all'arresto di 8 uomini a capo di un complesso ed articolato sistema di vendita di sostanze stupefacenti.

Gli spacciatori, di origine italiana, marocchina e albanese, erano organizzati in 2 differenti gruppi, operanti in zone e ambienti differenti, tra loro autonomi.

Il primo gruppo, con a capo il 20enne albanese Francesk Mecaj, soggetto che si è dimostrato molto pericoloso ed aggressivo, operava nelle stazioni ferroviarie e sui vagoni della tratta Lecco-Milano, sul "Besanino". I clienti, soprattutto studenti pendolari, venivano avvicinati attraverso cessioni gratuite di droghe, prima leggere, come marijuana e hashish, e poi pesanti, soprattuto eroina. La rete di clienti era così velocemente creata dalla forte dipendenza psicologica e fisica provocata da questa droga, e dai prezzi irrisori alla quale veniva venduta, circa 5 euro a dose.

Oltre 2mila le vendite effettuate, in questi mesi, dagli spacciatori. I più giovani per poter acquistare la droga compivano reati collaterali, soprattutto furti di piccoli oggetti, bici o superalcolici; molte ragazze, tra cui una minorenne, offrivano invece prestazioni sessuali.

"Il fenomeno è molto preoccupante perchè i prezzi, soprattutto dell'eroina, stanno diminuendo drasticamente e la droga è, quindi, molto accessibile. I giovani non comprendono le conseguenze dell'uso di queste sostanze. Uscire dalla dipendenza dall'eroina non è impossibile, ma è difficilissimo", commenta il Capo della squadra mobile di Lecco, Marco Cadeddu.

Il secondo gruppo, con a capo il marocchino Khalid Kabal, chiamato "El diablo", operava nelle zone collinari vicino a Lecco, soprattutto nei pressi della stazione di Civate e nella zona di via Matteotti a Galbiate. Il marocchino e gli altri spacciatori erano aiutati nella vendita della droga dagli italiani William Barone, residente in provincia di Lecco, Davide Cusato e Natale Iraci, residenti in provincia di Milano: questi sono accusati di concorso in spaccio in quanto, in cambio di alcune dosi di droga, si prestavano da autisti per le consegne lungo le corsie o nelle piazzole della SS 36.

Le zone difficilmente raggiungibili, la difficoltà di localizzare gli spacciatori, in quanto soggetti clandestini, e l'atteggiamento aggressivo di questi hanno posto numerosi problemi all'intervento delle forze dell'ordine, che hanno dovuto sviluppare, quindi, un'operazione molto strutturata e articolata, partendo dai clienti: ne hanno infatti identificati un centinaio, di cui una decina segnalati come assuntori di droghe pesanti.

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