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Maltempo, vertice in Prefettura: «Territorio fragile. Chiederemo lo stato di emergenza»

Michele Formiglio, Angelo Borrelli e Pietro Foroni hanno illustrato alle istituzioni intervenute lo stato in cui versa il territorio dopo l'emergenza di mercoledì

 

La Prefettura di Lecco ha ospitato, nel pomeriggio di giovedì 13, la riunione tecnica e di coordinamento tra le istituzioni per fare il punto della situazione dopo l'ondata di maltempo e fango che ha investito l'Alto Lago e la Valsassina nella giornata di mercoledì, causando oltre ottocento sfollati tra Dervio e Premana e facendo temere il crollo della diga valsassinese. Il bel tempo che ha stazionato sul Lecchese ha sicuramente contribuito a rendere efficaci i piani messi in moto da sindaci, in particolare il neoeletto Cassinelli, e Protezione Civile, evitando la materializzazione di tragedie.

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L'incontro in Prefettura: «Chiederemo lo stato di emergenza»

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Oltre al "padrone di casa" Michele Formiglio, Prefetto di Lecco, in corso Promessi Sposi si sono recati anche Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile Nazionale, e Pietro Foroni, assessore al Territorio e Protezione Civile di Regione Lombardia, che hanno illustrato la situazione a pompieri, carabinieri, Areu, sottosegretario regionale alla Presidenza, il lecchese Antonio Rossi, e Mauro Artusi, sindaco di Primaluna, Elide Codega, sindaco di Premana, e Martino Colombo, primo cittadino di Pagnona. Rimasto a Dervio, invece, il sindaco Cassinelli.

«Il Governo riferisca in Parlamento sugli episodi di criticità idrogeologica»

«Dopo aver conteggiato i tanti danni daremo il via alle procedure per richiedere lo stato di emergenza. Il clima è letteralmente impazzito, basta vedere come si sia passati dal violento maltempo al sole in poco tempo. Regione Lombardia ha ricevuto dal Governo Conte novanta milioni da investire, in tre anni, sul fronte del dissesto idrogeologico; non lasceremo solo il Lecchese. Abbiamo perciò invitato i Comuni a inserire al più presto le schede nel sistema regionale e a segnalare situazione per situazione puntualmente. Anche Regione Lombardia è pronta a fare la sua parte, intervenendo con risorse proprie se sarà necessario. Nella prossima Giunta porteremo una delibera che finanzierà al cento per cento le somme urgenze nelle situazioni di emergenza per i Comuni sotto i 3000 abitanti e fino all'80 per cento per i Comuni fino a 20.000 abitanti, di cui potranno subito usufruire i Comuni colpiti», ha affermato Foroni poco prima e durante il vertice.

Ancora duecento sfollati in Valsassina

Sul campo sono disimpegnate centinaia di persone, "pescate" dalle sezioni della Protezione Civile di tutto il Lecchese: «Grazie allo sforzo profuso da tutti gli operatori e i volontari nelle operazioni di soccorso stiamo lavorando nei luoghi che sono stati colpiti dalle varie esondazioni - ha illustrato Borrelli, che ha invitato gli amministratori locali presenti a continuare nel ripristino e nella messa in sicurezza dei torrenti attraverso opere di somma urgenza -. Ancora una volta è stato dimostrato il valore delle persone scese in campo. La diga? Ora la situazione è sotto controllo, ma ci ha preoccupato parecchio, visto che le forti pioggie hanno riempito di materiale l'invaso e abbiamo temuto il verificarsi di un'esondazione; per questo motivo abbiamo deciso di aprirla ed evitare problemi peggiori», con conseguente necessità di far evacuare parte dell'abitato di Dervio (seicento persone in tutto) visto il pericoloso ingrossamento del fiume Varrone.

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«La priorità, ora, è quella di ripristinare le condizioni di sicurezza per permettere agli sfollati di fare rientro a casa», ha spiegato il Prefetto Formiglio in merito alla situazione vissuta dai 220 evacuati tra Premana e Primaluna. Nella mattinata di venerdì, intanto, la Strada Provinciale 62 verrà riaperta al traffico veicolare. Attualmente risultano diverse arterie inagibili e strade agrosilvopastorali e alpeggi isolati. Regione Lombardia sta procedendo alla quantificazione dei danni attraverso il sistema online di rilevamento RASDA, che concorrerà, insieme alla valutazione tecnica dell'evento, a definire il "Quadro regionale di sintesi", ossia lo strumento necessario per la richiesta al Governo di "stato di emergenza" che, una volta approvato, delibererà i finanziamenti che permetteranno di finalizzare gli interventi.

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