Stop ai matrimoni per stranieri a Varenna: è guerra tra la Curia e i commercianti

Dopo la decisione del parroco di Perledo, parla anche il sindaco del borgo, Mauro Manzoni: "Perdita di immagine e svantaggio economico per tutti"

Niente più matrimoni "stranieri" a Varenna. Le porte della chiesa di San Giorgio non si apriranno più a agli sposi che non siano residenti a Varenna. A deciderlo il parroco di Perledo, don Angelo Viganò, con l'appoggio della Curia. 

"La decisione - si legge sul Corriere della Sera - è stata comunicata ai fedeli con una lettera. Quanto accadeva a Varenna non era una regola, ma l'eccezione", spiega monsignor Maurizio Rolla, vicario episopale. Ricorderanno in molti, infatti, le nozze di Enrico Derflingher, il cuoco dei reali inglesi. O la casa sul lago di Como di George Clooney in cui - si pensava - festeggiasse il suo matrimonio, poi celebrato a Venezia. 

Da ora in poi, però, quelle coppie che sceglievano uno dei gioielli del ramo lecchese per coronare il loro amore dovranno andare altrove. Per questo la scelta del parroco di Perledo ha fatto scoppiare una vera e propria "guerra dei matrimoni" tra la Curia e i commercianti e gli albergatori. Nessuno tra loro, infatti, vuole rinunciare ai guadagni che derivano da tutto questo. E neanche i residenti sembrano essere d'accordo a dire addio alle sfilate dei vip che caratterizzano Varenna. 

"Non tocca a me entrare nel merito della scelta della Curia, resta il fatto che questa decisione è destinata a creare notevoli problemi in un paese che vive di turismo e non ha altre attività economiche. Inutile negarlo, intorno ai matrimoni c’è una vera e propria filiera: dal fiorista al catering, senza dimenticare bar e alberghi. Vogliamo davvero rinunciare a tutto questo?», chiede Severino Beri, vicepresidente di Confcommercio Lecco e direttore dell'hotel Royal Victoria che si affaccia proprio sulla piazza della chiesa di San Giorgio.

"L’indicazione della Curia di limitare i matrimoni in Varenna è stata una sorpresa per tutti noi", scrive invece il sindaco di Varenna, Mauro Manzoni in una nota inviata alla stampa. "Si è resa manifesta con lettera del Vicario Pastorale della zona III di Lecco Mons. Rolla. Sotto il profilo della “convenienza pastorale” della Chiesa va ovviamente rispettata e si comprendono le motivazioni religiose che suggeriscono di evitare celebrazioni nuziali di persone prive di legami con la Parrocchia varennese - continua la nota -. Tuttavia, posto che gli atti del Sinodo, al quale la stessa lettera si richiama, sono stati promulgati il 1° febbraio 1995 e che a Varenna, da oltre 20 anni, sono stati celebrati tali matrimoni non certo contro la volontà della Curia, ma in base alla discrezionalità del Parroco, sarebbe auspicabile il permanere di tale possibilità - pur nella consapevolezza che tale facoltà comporti per l'attuale Amministratore Parrocchiale di Varenna, reggente più parrocchie, una certa mole di lavoro".

Il desiderio di sposarsi in un luogo significativo come Varenna (o Pione o altro), secondo il primo cittadino, è "sempre più sentito". "Non è un fattore estetico o di moda, ma simbolico. E' la ricerca di un momento sereno e meditativo, laddove l’ambiente si propone come un valore spirituale universale. E i luoghi sono sempre più universali, alla portata di tutti", aggiunge poi il sindaco. 

"D’altra parte, lo stesso Vicario da un lato motiva la decisione con un fatto oggettivo, quando dice che la situazione che si è venuta a creare (cioè la mancanza di un Parroco titolare della Parrocchia) non è più compatibile con un numero di matrimoni così elevato, dall’altro lascia uno spiraglio aperto, quando aggiunge che la norma potrebbe essere interpretata in modo meno restringente se gli sposi decidessero di portarsi il loro sacerdote di riferimento", conclude poi la nota. 

Il vero problema, in realtà, secondo il sindaco è la discrezionalità e il sovraccarico del Parroco di Perledo. "Speriamo che la contingenza del troppo lavoro per il reggente sia superabile e su questo fondiamo la speranza che molte coppie potranno ancora sposarsi in chiesa a Varenna. Aggiungo che comunque gli sposi che volessero sposarsi in paese si rivolgerebbero comunque ad altra località amena a discapito di Varenna con conseguente perdita di immagine e anche, in ultima istanza, con un significativo svantaggio economico per tutti".

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