Tremila dosi spacciate a mille consumatori e guadagni per oltre centomila euro: la Polizia arresta sei persone

Sei persone sono state tradotte in carcere, si lavora su altri tre profili. In corso di finalizzazione un'operazione durata due anni, avviata dalla segnalazione dei sindaci brianzoli

Il questore Filippo Guglielmino (a sinistra) e Danilo Di Laura, dirigente della Squadra Mobile della Polizia di Lecco

La Squadra Mobile della Questura di Lecco ha dato applicazione alle sei ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Lecco, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, la dottoressa Citterio, dando il via alla finalizzazione dell'operazione "Ronni". Ad aprile 2016, dopo un incontro voluto dai sindaci della Brianza insieme al Prefetto Liliana Baccari, gli agenti diretti da Danilo Di Laura hanno dato il via a un'ampia indagine, condotta con i tradizionali metodi del controllo dei tabulati telefonici, del pedinamento e del presidio territoriale: nove sono le persone segnalate all'Autorità Giudiziaria, di cui sei arrestate; tre sono state tradotte in carcere e altrettante sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Tre, quindi, sono le ordinanze cui la Squadra Mobile conta di dar seguito a stretto giro di posta. Ampio il giro d'affari smantellato, basato sugli acquisti di circa mille consumatori idenfiticati dai poliziotti.

VIDEO | L'operazione condotta dalla Squadra Mobile di Lecco

Come detto, le indagini affondano le loro radici alla primavera dell'anno 2016, quando, grazie a una fonte confidenziale, la Polizia ha appreso dell'esistenza di una vasta rete di spaccio operativa sul territorio brianzolo. Il gruppo di spacciatori operava utilizzando il conosciuto metodo del "call center" e la struttura del gruppo risultava essere più complessa rispetto a quella delle altre "batterie" assicurate alla giustizia. La consorteria era in possesso di un vero e proprio parco auto di utilitarie, che consentiva agli spacciatori di non destare sospetti alle forze dell'ordine: gli indagati si scambiavano il telefono nella ricezione delle telefonate e utilizzavano vetture sempre diverse per gli spostamenti, vetture intestate a dei prestanome, spesso dagli stessi clienti. Difficile, quindi, monitorarne gli spostamenti sul territorio.

Due anni d'indagini

Le operazioni di pedinamento e verifica sono durate due anni, sino all'aprile 2018, e hanno permesso di accertare un giro d'affari di circa centoventimila euro, provento di tremila dosi di cocaina (quaranta euro per mezzo grammo circa). Gli arrestati sono risultati essere in gran parte (cinque su sei) di nazionalità magrebina, ma della batteria faceva parte anche la compagna di uno degli stessi, che era solita spacciare portandosi dietro il bambino di pochi anni.

Tre i tradotti in carcere: Lahcen El Kholti, classe 1991, Azdine El Kholti, classe 1964, Mohcine, classe 1992); altrettante le persone sottoposte all'obbligo di dimora: Susan Villa, classe 1991, Aziz Chakhssi, classe 1992, e Essedik Mehni, classe 1990.

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«Grande impegno di tenacia e perseveranza»

Il questore di Lecco Filippo Guglielmino ha tessuto le lodi della Squadra Mobile: «I venti agenti hanno svolto un lavoro dirigenti di grande impegno, tenacia e perseveranza. Di fronte a un’organizzazione così articolata servono indagini lunghe mesi e non sono mai facili da condurre. La domanda di droga? E' dei giovani italiani, la vendita è condotta dai magrebini. Da queste vicende se ne può uscire solamente con una ritrazione della domanda, non in un altro modo. La metà della popolazione ha fatto uso di droga di vario tipo».

«Fissare questi gruppi non è facile, perché sono in continua rimodulazione - ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile Danilo Di Laura -. L'attività condotta per due anni ha permesso di ricostruire l’organizzazione e di smantellarla; il sistema era molto complesso e volto ad assicurarsi l'impunità. Si era creato un senso di affidabilità per i consumatori, erano tra i più abituali spacciatori della zona. Resta da scoprire il centro di rifornimento per gli spacciatori, verosimilmente soliti ad approvvigionamenti nel Milanese».

Operazione "Galleria": latitante da mesi, è stato arrestato un altro membro della gang di spacciatori

Coinvolti Lecchese e Comasco

Varie erano le zone di spaccio, che erano rifornite in via domiciliare: erano gli stessi spacciatori, dei veri e propri corrieri, a recarsi presso le abitazioni dei consumatori (o in luoghi limitrofi come centri commerciali e pompe di benzina) per procedere alla compravendita.

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