Vietato disturbare la covata dei cigni: si rischiano 300 euro di multa

Provvedimento del Comune di Pescate: proibito avvicinarsi, lanciare oggetti e portare cani. Il sindaco De Capitani: «Lo scorso anno episodi di vandalismo con i nidi presi a sassate»

Il cartello affisso sulla ciclabile a Pescate

A Pescate scatta la guerra contro i disturbatori dei cigni. L'Amministrazione comunale ha infatti imposto un divieto - con appositi cartelli affissi lungo la pista ciclabile - per tutelare i nidi degli splendidi animali lacustri e consentire loro di poter far schiudere le uova in  tranquillità.

Una lodevole iniziativa dal punto di vista animalista e ambientale, ma anche, purtroppo, una misura intrapresa per arginare incresciosi fenomeni vandalici. Lo scorso anno, infatti, la consueta stagione della riproduzione dei cigni fu disturbata da alcuni teppisti del paese che si resero protagonisti di lanci di sassi contro i nidi.

«Purtroppo non riuscimmo a individuare i responsabili - spiega il sindaco di Pescate Dante De Capitani - Quest'anno, per evitare il problema, abbiamo agito preventivamente con il provvedimento. È vietato disturbare, lanciare oggetti e fare avvicinare i cani ai tre nidi presenti sulle nostre sponde».

«A Pescate trovano un habitat confortevole»

Durante la covata, infatti, il maschio del cigno rimane premurosamente accanto alla femmina, e la presenza degli uomini o di altri animali può scatenare una reazione piuttosto violenta. «È nostro dovere tutelare questi esemplari che a Pescate trovano un habitat particolarmente confortevole. La femmina, in questo periodo, è stanziale e non si sposta mai dal nido. Ogni covata può produrre dalle quattro alle otto uova, cerchiamo di far sì che tutto vada nel migliore dei modi».

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Chi pensa che i vandali che lo scorso anno colpirono i nidi con le pietre siano ragazzini, si sbaglia. «Secondo le testimonianze si trattò di ragazzotti, anche adulti - prosegue il sindaco - Gli agenti di Polizia locale hanno l'incarico di vigilare, così come le "sentinelle di Pescate" che girano per il paese. Il problema è presente soprattutto durante le ore notturne». Chi viene colto in flagrante a infrangere il divieto rischia una sanzione dai 50 ai 300 euro.

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