Insulto razzista e zuffa durante la partita dei Giovanissimi, stangata del giudice sportivo

A seguito dell'episodio occorso domenica durante NibionnOggiono-Foppenico Under 15, un ragazzo è stato squalificato cinque giornate per "comportamento discriminatorio", l'altro tre per "comportamento violento". Le due società condannano l'accaduto

Una delle campagne antirazzismo della Uefa

Una scena che purtroppo è sempre più frequente anche sui campi di calcio. L'inequivocabile insulto razzista, la conseguente reazione, la zuffa. E una pubblicità non proprio edificante per lo sport (che dovrebbe essere gioia e rispetto) e per le rispettive società, costrette a fronteggiare un danno d'immagine nonostante i tanti sforzi profusi nell'attività.

Se tutto ciò accade durante una partita dei Giovanissimi Under 15, classe 2004, c'è da porsi domande sulle difficoltà che in quest'epoca anche lo sport patisce nel riuscire a educare. L'episodio è andato in scena domenica mattina durante la sfida tra NibionnOggiono e Foppenico: un giocatore verdeblu ha rivolto insulti a un avversario per via del colore della sua pelle, provocandone la reazione; ne è seguita una zuffa che ha portato all'espulsione dei due giovani calciatori.

Questo pomeriggio è arrivato il responso del giudice sportivo provinciale, che ha inflitto cinque giornate al ragazzo del NibionnOggiono «per aver mantenuto un comportamento gravemente offensivo e discriminatorio nei confronti di un calciatore avversario», si legge nel dispositivo, e tre giornate al ragazzo del Foppenico «per aver mantenuto un comportamento violento nei confronti di un calciatore avversario». Sanzioni pesanti, a questi livelli giovanili. Per responsabilità oggettiva sono state multate anche le due società: 100 euro al NibionnOggiono e 50 alla squadra calolziese.

Sibio (Foppenico): «Interrompere le partite»

Al di là del singolo episodio, si è tristemente riacceso il tema del razzismo nel calcio, contro cui le istituzioni sportive combattono da anni. Secondo Dario Sibio, responsabile del settore giovanile del Foppenico, però, non si fa abbastanza. «Non ero presente al campo domenica, ho saputo dopo quanto accaduto ascoltando i dirigenti di entrambe le squadre e naturalmente condanno questi gesti, il nostro ragazzo pagherà le conseguenze. Ma vado oltre: è ora di dare segnali più forti, non dobbiamo perdere di vista quel che facciamo, mi aspetto che organismi federali e arbitrali diano indicazioni in questo senso. Io interromperei le partite a seguito di episodi di razzismo, terminarle è sbagliato. Tre e cinque giornate di squalifica vanno bene ma purtroppo non fanno cambiare atteggiamento. Non esiste che nel 2018 ragazzi di tredici anni pensino, dicano e facciano queste cose».

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NibionnoOggiono: «Amichevole rispetto, sempre»

Sulla stessa linea il NibionnoOggiono, che ha diramato sulla vicenda un breve comunicato. «Condanniamo quanto accaduto domenica - si legge nella nota - in quanto la nostra società ha sempre operato con insegnamenti di amichevole rispetto. Abbiamo redarguito il nostro tesserato, invitando lui e nel contempo tutti i compagni di squadra a una riflessione comportamentale, mettendo in prima analisi lo spirito di aggregazione e di amicizia nella pratica dello sport». 

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