Guido Milani, il processo per stupro sarà revisionato: tra gli atti anche la superperizia che potrebbe scagionarlo

Approvata la revisione del processo di Guido Milani, il documento sarà oggetto di revisione

Guido Milani, fondatore di "Ragazzi e Cinema"

Guido Milani, regista e fondatore della onlus "Ragazzi e cinema" di Bellaria Igea Marina è stato condannato in tre gradi di giudizio per violenza sessuale nei confronti di un ragazzo minorenne che all’epoca dei fatti si era spacciato per maggiorenne, essendosi il giovane iscritto ad un sito di incontri riservato alle persone di maggiore età.

I fatti contestati risalgono a una decina di anni fa, quando Guido Milani incontrò in una camera d’albergo un ragazzo adolescente, che l'oggionese contattò tramite il portale d'incontri a pagamento. Quando il ragazzo gli confessò l’età, e lo pregò di ospitarlo per la notte, Guido acconsentì. Dopo diversi anni, Guido Milani ricevette un avviso di garanzia per aver stuprato quel ragazzo con cui successivamente non aveva più avuto contatti.

Ebbe inizio, in quel momento, un calvario che portò Milani alla condanna e alla sua carcerazione nella casa circondariale di Modena, dove si trova dal maggio 2019. Questa la versione di Milani, mentre il ragazzo ha sempre affermato di aver subito violenza carnale anale. Una condanna basata sulla testimonianza di un ragazzo «drogato, disturbato e malato psichiatrico - scrive in una nota "Ragazzi e Cinema"-, che dopo anni si è ricordato di aver subito una violenza sessuale, senza alcuna prova a conforto della sua versione, se non la sua presenza con Guido in una camera d’albergo a Lecco».

«Impossibilitato ad avere rapporti sessuali violenti»

Milani in un primo momento si affidò a un avvocato, amico di vecchia data, «confessandogli di essere vergine e di non avere mai avuto alcun rapporto sessuale a causa di un problema fisico genitale che lo porta all’impossibilità di concludere rapporti. Il suo difensore ritenne che tale affermazione non poteva essere dimostrata e con estrema superficialità archiviò l’argomento». Milani, quindi, decise di cambiare avvocato e si affidò all’avv. Renato Pulcini e solo dopo la conclusione del processo di primo grado celebrato con rito abbreviato, conclusosi con una condanna, trovò il coraggio di raccontare della sua menomazione al neonominato difensore, che subito si attivò per capire se la cosa potesse essere supportata da una perizia medica.

Il dott. Gianni Cancarini visitò Milani e accertò che il suo stato non gli consentiva di avere rapporti sessuali, tantomeno violenti e anali, ma nella causa di appello questa perizia non viene accolta per motivi procedurali, in quanto doveva essere introdotta nel corso del processo di primo grado. L'avv. Pulcini non si fermò e «nonostante la condanna nei tre gradi di giudizio e l’incarcerazione del suo assistito - prosegue "Ragazzi e Cinema", si battè per la riapertura del caso con lo strumento della revisione, allegando una nuova perizia eseguita dal Prof. Maurizio Bruni, docente universitario e luminare nel settore urologico, che attestò l'impossibilità di Milani ad avere dei rapporti sessuali anali violenti, ma anche il suo status d'illibato e il fatto che non aveva mai avuto nessun rapporto di penetrazione. Dunque, Guido Milani è vergine è non può aver commesso violenza sessuale».

Dopo mesi di attesa la corte d’appello di Brescia si è pronunciata sull’accoglimento dell’istanza di revisione, concedendo a Milani di portare in giudizio le due perizie, «che attestano in modo inconfutabile la sua innocenza. Ecco che Guido ora può vedere una luce in fondo al tunnel. A favore di Guido si era costituita anche l’associazione "Guido Milani innocente", alla quale hanno aderito moltissimi genitori dei ragazzi che partecipano alle attività di” Ragazzi e cinema”, oltre alla gente comune che ha sempre creduto nell’innocenza del regista».

«Abbiamo sempre creduto nella sua innocenza»

«Sono soddisfatto dell’accoglimento della nostra istanza di revisione, che dona una speranza al mio assistito - dichiara l'avv. Renato Pulcini -. Da 8 mesi Guido si trova in carcere da innocente e, nonostante la grande tensione emotiva e lo stress psicologico e fisico, ha un comportamento carcerario esemplare, aspettando che finalmente i giudici possano avere il quadro completo della situazione e capire che egli non ha mai commesso il reato per cui è stato condannato. Una grande opportunità che apre una visione a 360 gradi sul giudizio nei confronti di Guido, partito monco a causa della mancanza tra gli atti della prova principe della sua innocenza. Un risultato che apre una speranza per Guido, per la sua famiglia e per tutta la comunità di "Ragazzi e Cinema", che da mesi lo sostiene e lo aspetta a braccia aperte».

«"Ragazzi e cinema" ha da sempre sostenuto l’innocenza di Guido cercando di portare alla luce il problema dell’ingiusta carcerazione e degli errori giudiziari promuovendo anche un dibattito dal titolo “Vite Rubate” in collaborazione con l’associazione Errorigiudiziari.com e l’associazione art.643  al quale ha partecipato, tra gli altri anche Raffaele Sollecito», spiegano dall'associazione. «Tutti i giovani che gravitano attorno alla onlus - aggiunge Francesca Serra, presidente di "Ragazzi e Cinema" - e i loro genitori non hanno mai avuto alcun dubbio sull’innocenza di Guido, che finalmente la revisione potrà dimostrare. Il dibattito "Vite Rubate" è la conferma che la Cooperativa continuerà sempre a sostenere il suo fondatore con riflessioni analoghe, proprio perché il nostro desiderio è sia quello di portare a conoscenza l'ingiustuizia che sta vivendo Guido, sia quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su una tematica così importate e delicata. Questo per noi è stato il migliore e inaspettato dono che potevamo ricevere per Natale». 

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