Sversamento nel Caldone, il responso delle analisi: rifiuto inerte non pericoloso

Le analisi di Arpa confermano: nessun rischio per la salute. Non si tratta di materiale finito nelle acque a seguito della bonifica dall'amianto in corso nell'Ex area Leuci

Lo sversamento del 16 febbraio scorso

L'allarme è rientrato. E per una volta la cittadinanza potrà esserà essere sollevata: la sostanza sversata nel Caldone a metà febbraio non era pericolosa. E non era legata alla bonifica dall'amianto in corso all'Ex Leuci.

Lo ha annunciato il Comune di Lecco nel pomeriggio di oggi, giovedì. Frutto di un'operazione di smantellamento di alcuni serbatoi d'azoto nel piazzale del sito ex Leuci, la sostanza bianca rilasciata nel torrente Caldone il 16 febbraio scorso è risultata essere agli atti di Ats Brianza, a fronte delle analisi, un rifiuto inerte non pericoloso.

Patina torbida e oleosa nel torrente Caldone: analisi affidate all'Arpa

Sul posto, quel sabato 16 febbraio, erano intervenuti i Vigili del Fuoco prima e l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale poi, la quale ha richiesto alla ditta che stava effettuando le operazioni di pulizia di provvedere alla messa in sicurezza del materiale ancora presente nel sito al fine di evitare ulteriore eventuale dispersione dello stesso nell'ambiente. Sono stati portati a termine gli interventi di sigillatura delle caditoie del piazzale, atti a evitare ulteriore sversamento nella rete di tombinatura e quindi nel torrente Caldone, mentre la riva del lago è stata tempestivamente ripulita a fronte dell'ordinanza sindacale disposta dal Comune di Lecco.

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L'assessore Dossi: «Intervento tempestivo»

«Un episodio che fortunatamente ha destato più preoccupazioni di quante, a verifiche e analisi fatte, poteva essere portatore - spiega l'assessore all'Ambiente del Comune di Lecco Alessio Dossi - Mi preme sottolineare come non ci sia alcuna correlazione tra le operazioni di bonifica del sito collegate con la presenza di amianto e questo avvenimento, peraltro causato da una ditta differente, e come gli interventi tempestivi di tutti gli enti e le autorità competenti in materia abbiano contenuto il problema, nonché tranquillizzato sulla possibile pericolosità del rifiuto sversato"».

L'esposto del Codacons

Sulla vicenda, poche ore prima di conoscere il responso delle analisi sui campioni prelevati, il Codacons aveva annunciato un esposto. «Codacons diffida il Sindaco di Lecco e presenterà denuncia alla Procura della Repubblica al fine di tutelare l'ambiente e la collettività - si legge in un comunicato stampa ricevuto - Non vogliamo essere testimoni di altre tragedie già annunciate, provocate dai ritardi negli interventi di bonifica dell'amianto. È nell'interesse della cittadinanza che sia fatto il massimo per purificare l'aria che si respira nella città di Lecco. Non è ammissibile che la messa in sicurezza della zona non sia ancora terminata. La tutela della salute e dell'ambiente non può attendere».

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