Maltempo, altra notte difficile nel Lecchese. In serata tornano i temporali

Grandine e disagi si sono abbattuti sul nostro territorio, rendendo necessario l'intervento dei pompieri. In serata attese altre precipitazioni intense, scatta anche l'allerta per rischio idrogeologico

Foto di repertorio

Anche la nottata tra martedì 20 e mercoledì 21 agosto è stata caratterizzata da temporali e disagi, che hanno colpito il Lecchese. Come annunciato dalla Protezione Civile, infatti, era presente il rischio di danni derivanti dal dissesto idrogeologico. Dopo l'Oggionese, è stato l'Alto Lago a dover affrontare i problemi maggiori: una grandinata abbattutati sulla Valvarrone ha causato la caduta di alcune piante sulla strada che sale verso la Valsassina: sul posto si sono portati i pompieri: due squadre del Distaccamento di Valmadrera sono state impegnate tutta la notte per la risoluzione di allagamenti, caduta piante e un incidente avvenuto sulla vicina Strada Statale 36.

In serata torna il maltempo sul Lecchese

La Protezione Civile ha diramato un'allerta meteo di colore arancione ("criticità moderata") per temporali forti a partire dalle 18 di oggi, 21 agosto, fino a mezzogiorno del 22. Presente anche l'allerta, sempre di colore arancione, per rischio idrogeologico, che durerà fino alle 00.00 del 23 agosto.

Queste le previsioni del Centro Meteorologico Lombardo: 

A partire dalla serata di oggi, mercoledì 21 agosto 2019, una significativa spinta frontale fredda sul Golfo Del Leone determinerà un progressivo rientro di ventilazione orientale in sede padana, che avrà culmine nella notte su giovedì 22. Agli effetti questa avvezione prefrontale trasporterà vivace instabilità, in grado di attivare convezione abbondante lungo le classiche linee di convergenza nei bassi strati, che per la pedemontana e pianura lombarda si posizionano tipicamente a ridosso dei principali solchi fluviali centro-occidentali (Adda e Ticino in primis). Lo sbarramento pedemontano alle correnti sud-orientali, inoltre, andrà esaltando i fenomeni convettivi per sollevamento forzato.
Questo schema circolatorio, stante la debolezza dei venti alle medie quote e il classico ingolfamento della spinta zonale sul Nord Italia, che anzi introduce una blanda anti-zonalità prefrontale, osserverà un’evoluzione molto lenta.
Si tratta di una situazione sinottica potenzialmente pericolosa, non tanto per la violenza dei temporali (scarsa possibilità di colpi di vento e di grandine, se non di piccole dimensioni), ma per l’eventualità di nubifragi stazionari, in grado di scaricare localmente enormi quantità d’acqua in poco tempo (accumuli puntuali superiori a 100mm in 6 ore).
A partire dalla tarda serata, e nel corso della notte su giovedì, dovremo dunque prestare attenzione all’innesco di celle lungo le medio-alte pianure, pedemontane e prime Prealpi centro-occidentali, con particolare menzione di Varesotto, Comasco e Triangolo Lariano, parte di Milanese e Lecchese, Brianza e forse Bergamasca. Qualora dovessero innescarsi intensi e persistenti sistemi rigeneranti a ridosso delle pedemontane lombarde occidentali, sarà utile attivare il monitoraggio dei corsi fluviali afferenti (in particolare il reticolo Lambro-Seveso-Olona).

Progressivo esaurimento dei fenomeni dal primo mattino di giovedì, con le precipitazioni che tenderanno a declinare verso le medio-basse pianure occidentali a ridosso del Piemonte (possibile, in questo frangente, qualche pioggia anche sull’assetato Pavese).

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