Il volto del sindaco di Calolzio affiancato a quello di Mandela, il volantino contro le "zone rosse" fa discutere

Dal Pd di Lecco accuse di apartheid per il regolamento che limita i centri per migranti vicini a scuola. Dura replica di Caremi, segretario cittadino della Lega: «Manifesto vergognoso, non siamo razzisti. A Ghezzi la nostra solidarietà»

Il volto del sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi affiancato a quello di Nelson Mandela per condannare "L'apartheid della Lega nostrana". Stanno facendo discutere l'immagine forte e il contenuto riportato in un volantino diffuso dal Pd di Lecco per dire no al discusso regolamento sulle "zone rosse e blu" approvato dal Consiglio di Calolzio per vietare la possibilità di aprire centri per l'accoglienza di migranti vicino a scuole o stazione.

Il manifesto è stato diffuso anche sui social e distribuito in occasione della manifestazione organizzata questa mattina in piazza Vittorio Veneto per dire no al "regolamento discriminatorio".

Il tanto criticato regolamento calolziese

Una celebre frase del grande leader sudafricano, Premio Nobel per la Pace, che ha lottato e pagato con 27 anni di carcere il suo impegno a favore dei diritti del suo popolo contro ogni discriminazione e oppressione, viene affiancata alla norma che impone la distanza minima dei 150 metri tra le scuole e possibili centri di accoglienza. Nel testo vengono ripercorse le tappe dell'apartheid - il cui significato letterale è "separazione", "partizione" - dichiarato crimine internazionale dalle Nazioni Unite. Il messaggio del Pd è chiaro: "Chi è meglio di un altro? Ci opponiamo a qualsiasi forma di apartheid e discriminazione".

Protesta in piazza contro le "zone rosse e blu" di Calolzio: «Vergognoso atto discriminatorio»

In merito, il segretario della Lega Nord Calolzio, Luca Caremi, ha voluto esprimere piena solidarietà al sindaco. «Ho avuto la sfortuna di dare un'occhiata a questo volantino che ritengo vergognoso e altamente diffamatorio - attacca Caremi - Al sindaco Ghezzi va la nostra totale solidarietà, anche perchè Marco è la persona più lontana da come lo vogliono dipingere. Non ho alcun dubbio del fatto che i calolziesi sappiano da quale parte stia la verità, e le numerose dimostrazioni di sostegno e solidarietà che stiamo ricevendo lo stanno a dimostrare. Tra l'altro in tanti, anche chi non ci ha votato, iniziano ad essere stanchi e arrabbiati per come è stata dipinta Calolzio. Razzismo e apartheid non ci appartengono, certe dichiarazioni e certi volantini sono inaccettabili. Alla manifestazione di questa mattina i calolziesi erano una minoranza. Ricordo infine che il Pd avrebbe voluto aprire un centro di accoglienza profughi in centro città, vicino all'ex Asl, e anche per questo sono stati puniti alle elezioni. Gran parte dei calolziesi è con noi».

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