Mille lavoratori della sanità pubblica lecchese pronti a scioperare per il rinnovo del contratto

Martedì 18 giugno presidio sindacale unitario dalle 9.30 alle 13.30 davanti alla sede di Assolombarda in via Pantano a Milano. «Ci attendiamo un'adesione massiccia»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Da oltre dodici anni il contratto che interessa i lavoratori della sanità privata è scaduto. È un contratto che interessa una platea di circa 300mila lavoratrici e lavoratori in Italia. Rinviare ulteriormente la firma di questo contratto non è più possibile.

Per questo martedì 18 giugno, 50mila lavoratori lombardi (che soddisfano quasi la metà dei bisogni di assistenza sanitaria e socioassistenziale riabilitativa della Regione) incroceranno le braccia con un presidio sindacale unitario dalle 9.30 alle 13.30 davanti alla sede di Assolombarda in via Pantano a Milano.

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Nella sola provincia di Lecco sono più di 1.000  i lavoratori che attendono il rinnovo del contratto da 12 anni. Sono i dipendenti di enti a cui tutti i giorni i cittadini del lecchese si rivolgono per ottenere prestazioni sanitarie e/o riabilitative. Parliamo, tra gli altri, di eccellenze quali l'Associazione La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, il presidio di Villa Beretta di Costa Masnaga, la Casa di Cura Talamoni e Mangioni Hospital di Lecco, i  cui dipendenti offrono le medesime prestazioni dei colleghi della sanità pubblica ma a condizioni economiche/contrattuali decisamente inferiori.

I sindacati puntano il dito contro le controparti Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari) perché, in tema di risorse economiche, hanno avanzato la richiesta di non mettere un centesimo sul rinnovo contrattuale chiedendo che siano le Regioni a farsi carico dei costi contrattuali del rinnovo.

Ci attendiamo un'adesione massiccia per poter dare una spallata al muro delle associazioni datoriali. Riteniamo che chi fa lo stesso lavoro meriti lo stesso salario e gli stessi diritti della sanità pubblica.

Franca Bodega (nella foto)
Segretaria CILS FP Monza Brianza Lecco

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