La crisi occupazionale della Husqvarna finisce in Consiglio regionale

Rischiano il posto 80 lavoratori. Straniero (Pd): «Ho chiesto un'audizione urgente, in IV Commissione Attività produttive, con le parti sociali e datoriali, la Provincia di Lecco e la proprietà»

Continua a suscitare reazioni di sdegno e preoccupazione la situazione critica della Husqvarna, con la possibile dismissione della produzione che rischia di lasciare senza lavoro 80 dipendenti dell'impianto di Valmadrera.

Husqvarna, presidio permanente fuori dai cancelli: rischiano in ottanta

La crisi della Husqvarna di Valmadrera approderà in consiglio regionale della Lombardia. «Ho chiesto un'audizione urgente, in IV Commissione Attività produttive, con le parti sociali e datoriali, la Provincia di Lecco e la proprietà», annuncia Raffaele Stranierio, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione.

«La nostra comunità è seriamente preoccupata da questa ennesima, grave crisi aziendale - aggiunge Straniero - La dismissione completa della produzione con il conseguente licenziamento di 80 lavoratori su 102 dipendenti, avrebbe un contraccolpo davvero pesante sul territorio. Per questo ho chiesto al presidente della Commissione di ascoltare le parti in causa».

Rifondazione: «Urge l'intervento della politica vera»

Sulla crisi dell'azienda che produce motoseghe e tosaerba è intervenuto anche Andrea Torri, segretario del Partito della Rifondazione Comunista Lecco.

«Stiamo assistendo all'ennesimo attacco ai lavoratori nella nostra provincia - scrive in un comunicato - dopo che il gruppo svedese a capo della Husqvarna di Valmadrera ha deciso di chiudere con la produzione dei tosaerba Mc Culloch, sono a rischio circa 80 posti di lavoro. Ormai non si contano più le vertenze di questo tipo: numerosi siti produttivi hanno delocalizzato, chiuso, ridotto personale creando un esercito di lavoratori che tirano avanti, se va bene, con gli ammortizzatori sociali. Concordo con le dichiarazioni rilasciate dal Segretario della Camera del lavoro di Lecco, Diego Riva, che colpevolizza il fenomeno della globalizzazione che ha portato alla libera circolazione dei prodotti e dei processi produttivi e, di conseguenza, a un peggioramento delle condizioni della popolazione».

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«Non condivido però - prosegue Torri - la soluzione "la globalizzazione non funziona se non è accompagnata da vere regole sociali". Dal mio punto di vista la globalizzazione e l'estremizzazione del libero mercato non funzionano e basta: non si possono dare regole a chi per natura non può averne. La globalizzazione a mio avviso ha generato e genera degrado ambientale, aumento delle disparità sociali, riduzione di sovranità nazionali. Ovviamente a tutto ciò non può pensare un sindacato poiché tale non è la sua funzione. A ciò dovrebbe pensare la politica, quella con la “P” maiuscola, non quella che alle ultime elezioni europee non ha fatto altro che scannarsi per riequilibrare i rapporti di forza delle varie élite e che è riuscita a far arrivare al Parlamento Europeo un imprenditore locale, Pietro Fiocchi, che ha incentrato la sua campagna elettorale sulla sopravvivenza della caccia ed è membro della famiglia complice della chiusura della società Aerosol di Valmadrera. Noi come Partito della Rifondazione Comunista sosteniamo la lotta dei lavoratori Husqvarna in presidio permanente da qualche giorno per difendere il proprio posto di lavoro e che danno visibilità alla solitudine del ceto medio, quello che mai come negli ultimi decenni sta pagando in prima persona le politiche prodotte da questo sistema».

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