Leuci: momenti decisivi, i lavoratori chiamano tutti a raccolta

Settimane se non giorni decisivi son questi per tutti i lavoratori della Leuci, ma anche per tutto il territorio economico-produttivo lecchese che da come si risolverà la vicenda capirà se Lecco potrà far ripartire il suo tanto rinomato manifatturiero, oppure voltare pagina definitivamente.

Gli striscioni esposti oggi davanti al Municipio di Lecco

Parliamo di un'area vastissima prima periferica ed ormai al centro di Lecco. Si tratta di quasi 20.000 metri quadri su cui insistono capannoni produttivi e magazzini, con oltre 80 lavoratori coinvolti che da dicembre sono pressochè licenziati e che dallo stesso mese hanno occupato stabilmente la fabbrica.

Intorno al progetto di rivalutazione e ripresa dell'attività produttiva ruotano un paio di imprenditori che però al momento stanno alla finestra in attesa di capire cosa emergerà dal "Tavolo territoriale" sul quale da anni vengono studiate ipotesi di reindustrializzazione dell'area.

La proprietà Pisati sembra si sia "accontentata" di cedere il 60% dell'area per la progettazione e costruzione di progetti strettamente legati all'illuminazione innovativa. Tuttavia questa percentuale può cambiare di molto se si considerano i soli fabbricati o l'area intera. Infatti i capannoni occupano oltre 7500 metri quadri sviluppati però su due piani che se venissero considerati ad un solo piano diverrebbero 3750, quindi il 60% da destinare alla ripresa dell'attività produttiva si abbasserebbe di molto.

"Sulla nostra lunga ed intrigata vicenda - ci spiegano i lavoratori della Leuci riuniti in assemblea davanti al Comune di Lecco - è stato scritto di tutto. Ecco perchè in questo momento occorre, senza lasciarsi distogliere da aspetti marginali, il massimo della concretezza se si vuole far decollare effettivamente la 'Cittadella della luce e dell'energia sostenibile', a partire dal suo embrione rappresentato dai primi due imprenditori interessati a quote dell'area Leuci. Quindi poniamo a tutti, ed in particolare alle istituzioni preposte, di rendere noro a lavoratori e cittadinanza perlomeno i seguenti temi:
- la data esatta del tavolo provinciale di coordinamento che continuamente slitta in avanti;
- le condizioni ed i parametri effettivi della trattativa tra i vari attori coinvolti, con particolare riguardo a quelli relativi alla componente istituzionale;
- la rinnovata volontà di realizzare le caratteristiche peculiari innovative ed occupazionali dell'originale studio di fattibilità oggetto di un preciso protocollo d'intesa e i relativi adeguamenti;
- le caratteristiche tipologiche e normative della recentissima Legge Regionale n.11 'Impresa Lombardia' con particolare riferimento al grado di finanziabilità e di agevolazioni varie nella realizzazione della cittadella".

"In ragione di tutto ciò - interviene Germano Bosisio RSU Leuci - e vista la valenza collettiva e paradigmatica che l'intera vicenda ha finito con l'assumere, avanziamo la richiesta di farne oggetto di un'assemblea pubblica, promossa dall'amministrazione comunale e provinciale, che preveda il coinvolgimento di tutte le componenti interessate.  Su tutto questo chiamiamo a raccolta l'intero territorio ed in particolare le realtà vive di esso, consapevoli che solo l'effettiva pratica partecipativa, perlomeno su temi così importanti per la collettività, costituisca la base per una piena democrazia".

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