Abrogata la "Lia": più facile per le imprese lecchesi lavorare in Svizzera

La decisione del Gran Consiglio del Canton Ticino rimuove l'obbligo di iscriversi a un apposito albo, da sempre contestato dall'Italia e oltreconfine

Il Lago di Lugano

Lavorare in Svizzera, finalmente, sarà più semplice per le nostre imprese. Il Gran Consiglio del Canton Ticino ha abrogato la "Lia", la legge sulle imprese artigianali che, dal 1° febbraio 2016, imponeva alle persone giuridiche, società di persone e ditte individuali intenzionate a svolgere attività di tipo artigianale in Svizzera di iscriversi in un apposito Albo, pena sanzioni elevate pari a 50mila franchi.

Un provvedimento atteso, dopo che il Governo di Bellinzona, con un documento formale, aveva chiesto al Parlamento Ticinese di intraprendere i passi necessari per mettere la parola fine a una norma che, negli anni, è stata oggetto di contestazioni e di prese di posizione da ambo le parti del confine e che ha visto Confartigianato Imprese, soprattutto le territoriali più vicine alla Svizzera, tra cui Lecco, combattere per il risultato ottenuto in questi giorni.

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«Le nostre aziende, seppure con difficoltà, hanno rispettato questa legge che non solo imponeva l'iscrizione all'Albo, ma metteva una serie di paletti al limite del sopportabile per le nostre imprese artigiane - commenta Daniele Riva, presidente Confartigianato Imprese Lecco - Accogliamo dunque positivamente la novità legislativa che ci ha visti impegnati durante le varie fasi di contestazione e trattativa, con l'obiettivo di difendere e tutelare il lavoro dei nostri associati. Ora ci aspettiamo massima chiarezza da parte delle autorità ticinesi nel definire tutte le modalità per il lavoro oltre confine in modo trasparente e non eccessivamente rigido nei confronti di aziende rispettose delle norme e che, già oggi, in otto casi su dieci vengono sottoposte a rigorosi controlli». 

Libero mercato, rispetto reciproco e massima disponibilità al dialogo transfrontaliero sono i punti fermi che restano dopo l'abrogazione. Ancora aperte invece le incognite relative al nuovo albo di cui si ipotizza a questo punto l'istituzione, che si spera possa maturare in condizioni differenti e con premesse diverse rispetto all’attuale.

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