Maggi Catene, due giorni di sciopero: lavoratori davanti ai cancelli

I 58 dipendenti incrociano le braccia: a motivare la protesta il rischio di perdere i fondi previdenziali integrativi nella prossima richiesta di concordato preventivo

I dipendenti della Maggi Catene sono in sciopero. Questa mattina i dipendenti della storica azienda (nata nel 1925) di Olginate si sono riuniti davanti ai cancelli, per avviare una protesta che continuerà anche nella giornata di domani, mercoledì 13 marzo.

Quella della Maggi Catene è una delle tante situazioni problematiche dell'industria lecchese. Con una crisi aziendale recente, dal 1° febbraio 2018 è in stato di concordato preventivo, con richiesta di ammissione al concordato al Tribunale di Lecco in calendario per il prossimo 18 aprile 2019. I 58 dipendenti stanno ricevendo con regolarità gli stipendi, ma vantano un credito nei confronti dell'azienda di diverse mensilità arretrate, antecedenti al febbrio 2018; alcuni lavoratori anche di cinque stipendi.

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Non è solo questo, tuttavia, ad avere causato lo stato di agitazione, quanto la preoccupazione filtrata dalla relazione del commissario che sta seguendo le sorti della "Maggi Catene". Ci sarebbe infatti una grossa anomalia rispetto ai tradizionali concordati a livello nazionale: le mensilità arretrate sarebero state inserite nei crediti privilegiati mentre la parte dei fondi previdenziali integrativi nei crediti chirografari. Un'eventualità che, qualora fosse confermata, metterebbe i lavoratori nella condizione di non poter ricevere il 100 per cento del credito spettante. Questo, a quanto pare, sarebbe dovuto alla mancanza di liquidità da parte dell'azienda.

Preoccupazione anche tra i sindacati

Naturalmente queste indiscrezioni hanno suscitato malumore tra i 58 dipendenti dell'azienda, ma anche tra i sindacati, incontrati in una riunione nella serata di lunedì. Un eventuale concordato di questo genere creerebbe infatti un precedente pericoloso, mettendo in discussione la garanzia dei fondi previdenziali integrativi nelle situazioni di concordato. Per questo motivo lo sciopero alla "Maggi Catene" continuerà anche domani.

«Non si può andare avanti con queste incertezze, giustamente i lavoratori si fermano in assenza di ulteriori garanzie» hanno spiegato Elena Rossi della Fiom-Cgil e Marco Oreggia di Fim-Cisl. «Il Piano concorsuale non sta proseguendo come negli auspici iniziali, ci sono troppe perplessità».

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