Omet premiata a Firenze nel terzo Forum annuale della Media impresa italiana

L'azienda lecchese tra le cinque premiate da Fabbrica per l'Eccellenza per la Corporate Family Responsibility, l'indice che misura il rapporto tra impegni lavorativi e vita familiare

C'è anche la lecchese Omet Srl - società specializzata nella produzione di macchine per la stampa di etichette e imballaggi e per il tissue converting - tra le cinque aziende premiate da Fabbrica per l'Eccellenza per la Corporate Family Responsibility, l'indice che misura il rapporto tra impegni lavorativi e vita familiare. L'Azienda di Lecco si è classificata seconda, dopo la trentina E-Pharma Spa, e seguita da Zeta Service (Milano), Illumia Spa (Bologna) e Ett Spa (Genova). I dati dell'indagine, condotta dal Centro Studi Cdo in collaborazione con l'Università di Bergamo e l'Università di Lancaster su un campione di medie aziende della community di Fabbrica per l'Eccellenza, sono stati presentati in occasione del 3° Forum annuale della Media Impresa Italiana, organizzato lo scorso 22 novembre presso il cenacolo della basilica di Santa Croce a Firenze.
Con l'espressione responsabilità familiare d'impresa o Corporate Family Responsibility (CFR) si fa riferimento alla capacità dell'impresa di sostenere la famiglia e favorire un corretto bilanciamento tra il lavoro e la vita privata delle persone impiegate in azienda.

«Dobbiamo ribaltare gli stereotipi – ha dichiarato Gigi Gianola, direttore generale di Cdo – secondo cui famiglia e impresa sono concorrenti nella distribuzione dei finanziamenti pubblici e nel reperimento delle risorse. Ci sono infatti moltissime donne e moltissimi uomini che lavorano e devono affrontare quotidianamente mille peripezie per conciliare le proprie responsabilità lavorative con quelle familiari. E non è solo un problema per chi ha figli piccoli ma anche di cura delle persone malate o anziane che compongono il nucleo familiare».

Due sono le dimensioni prese in considerazione ai fini dell'indagine: una strutturale e una culturale. Nella prima rientrano quei fattori che si possono racchiudere sotto la categoria di benefit aziendali: dagli strumenti che rendono più flessibile la gestione dei tempi lavorativi (es. part-time; orario di lavoro flessibile) alle politiche a supporto dell'autonomia dei lavoratori nella scelta del luogo di lavoro (es. telelavoro) fino all’erogazione di risorse, informazioni e servizi per consentire alle persone di combinare la loro responsabilità lavorativa con gli impegni familiari (es. potenziamento dei servizi di custodia e assistenza ai minori o alle persone anziane tramite buoni o assistenza di cura; iniziative di sicurezza e salute sul lavoro per ridurre lo stress lavorativo e familiare). Nella dimensione culturale sono inclusi, invece, il supporto da parte di superiori e colleghi rispetto agli impegni familiari, la diffusione di una cultura organizzativa che non penalizzi gli avanzamenti di carriera di coloro che sono coinvolti contemporaneamente in ruoli familiari e lavoratiti e ne apprezzi il contributo in ambito professionale e, infine, il carico di lavoro percepito. Dalla somma dei valori medi di ciascuna delle due dimensioni si ottiene l'indice Cfr.

«Queste aziende sono l'esempio di come sia possibile organizzare il tempo del lavoro per renderlo più compatibile con il tempo per la famiglia - continua Gianola - E questo conferma che più incentiviamo le aziende più le famiglie possono averne un beneficio reale e costante nel tempo: più attenzione per figli piccoli o genitori anziani ma anche un ambiente di lavoro più attraente per le nuove generazioni e dunque la possibilità che scelgano di lavorare sul territorio dove vivono senza dover cercare soluzioni migliori andando lontano. La Cfr è un aiuto per rendere esplicito e misurabile l'impegno di questi imprenditori e per premiare chi sta già facendo la sua parte per cambiare non solo le strutture interne all'azienda ma anche per modificare l'approccio culturale alla famiglia».

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