Aerosol Service, prosegue la protesta. I lavoratori: «Pronti a tutto»

Dopo lo sciopero, un gruppo di dipendenti, guidato dalle Rsu, ha allestito un picchetto di fronte all'azienda. «Se la proprietà non pagherà gli stipendi, metteremo in campo tutte le iniziative possibili»

Il picchetto di oggi di fronte all'Aerosol a Valmadrera

La situazione all'Aerosol si fa sempre più oscura, e i lavoratori continuano a fare sentire la propria voce nei confronti della proprietà.

Oggi un gruppo di dipendenti, guidato dalle Rsu, ha allestito un picchetto a Valmadrera, di fronte all'azienda, coinvolgendo anche il sindaco Donatella Crippa. Prosegue dunque la protesta, iniziata lo scorso 4 giugno con uno sciopero proclamato a seguito del mancato impegno della direzione aziendale di corrispondere regolarmente gli stipendi. 

La misura, per i lavoratori, è ormai colma. «L'attività produttiva, sospesa da quattro mesi, non è quindi in condizione di riprendere perché le maestranze non hanno intenzione di rientrare in azienda fino a quando non verranno pagate le mensilità promesse - spiegano le Rsu aziendali con Femca–Filctem-Uiltec Lecco - È del tutto evidente che, in una situazione così complessa e difficile, la mancata ripresa dell'attività produttiva rischia di vanificare tutto il lavoro svolto e i sacrifici sopportati dai lavoratori al fine di salvaguardare i propri posti di lavoro. Se la proprietà non provvederà a recuperare una situazione che sta diventando via via sempre più drammatica, i lavoratori ne trarranno le dovute conseguenze e metteranno in campo tutte le iniziative possibili».

Firmato l'accordo: in 44 tornano al lavoro

Nella giornata di oggi, venerdì, anche Potere al Popolo ha partecipato allo sciopero proclamato dai lavoratori della Aerosol. «Il presidio allestito dai lavoratori fuori dalla fabbrica arriva dopo mesi di false promesse da parte dell'amministratore unico Giovanni Bartoli - si spiega in un comunicato ufficiale - Sette mensilità arretrate e una produzione ormai ferma da inizio anno. I lavoratori non accettano più passivamente questa situazione e noi appoggiamo la loro protesta. Le "passerelle istituzionali", con tavoli concertativi tra le parti sociali, hanno dimostrato ancora una volta che i rapporti di forza sono tutti a favore di un arrogante classe imprenditoriale che pensa solo a generare profitto e speculare sulla pelle dei lavoratori. Il 12 giugno finisce il contratto di solidarietà, e dopo?»

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