Husqvarna, presidio permanente fuori dai cancelli: rischiano in ottanta. «No alla dismissione della produzione»

Il neoeletto sindaco di Valmadrera Antonio Rusconi si è portato sul posto: «Coinvolte molte più di centodue famiglie»

Un momento dello sciopero in corso alla Husqvarna

Prosegue il presidio fuori dalla Husqvarna di Valmadrera. L’azienda è vuota, mentre decine di dipendenti sono in assemblea permanente fuori dai cancelli dello stabilimento che produce motoseghe e tosaerba. L’obiettivo è di riaprire un confronto con la multinazionale svedese che preveda altre soluzioni alla dismissione completa della produzione. A turno i lavoratori dello stabilimento presidiano l’area, ininterrottamente, da lunedì mattina. Non li ha fermati la pioggia incessante delle prime ore, alcuni sono rimasti pure la notte e gli spiragli di sole sono arrivati come un buon auspicio. Che però sembra lontano. Con loro anche i sindacalisti che da sempre seguono la realtà e che li assistono in queste ore, interessandosi costantemente riguardo l’evoluzione della vicenda.

Husqvarna, le organizzazioni sindacali dichiarano il presidio permanente 

«Seguiamo la vicenda con il massimo impegno»

«Stiamo parlando di persone la cui età media rende difficile una ricollocazione in un territorio che non sta dimostrando la capacità di gestire una trasformazione che attraversa tutto il Paese. Del resto preoccupa la mancanza di ammortizzatori sociali come lo era la mobilità, oggi non più a disposizione», afferma il segretario generale della Fiom Cgil Lecco Maurizio Oreggia, passato nella mattina di martedì al presidio valmadrerese per parlare con i lavoratori. «Stiamo seguendo la vicenda con la massima attenzione e impegno, per questo faremo tutto ciò che ci è possibile per sbloccare una situazione inaccettabile – prosegue –. Nel passato, anche in questa realtà, sono stati richiesti e ottenuti sacrifici importanti ai lavoratori e diventa oggi difficile accettare una decisione così drastica. Sono ore difficili, dobbiamo rimanere tutti uniti per trovare una soluzione». Anche perché il rischio vero, in questi casi, è dividere i dipendenti tra garantiti e non. Dei 102 lavoratori sono 80 quelli oggi a rischio, ovvero coloro che hanno mansioni legate alla produzione. Ma il futuro è incerto per tutti.

Situazione «stressante»: maestranze e Rsu della Husqvarna in sciopero

Presente il sindaco Antonio Rusconi

«Lunedì 3 giugno ci sarà un incontro anche con i vertici di Confindustria – spiega il segretario della Fiom lecchese Fabio Anghileri, che sta seguendo la questione in prima persona –. Intanto stiamo parlando con il sindaco Antonio Rusconi e attendiamo risposte dalle istituzioni, perché ci diano una mano. Ci siamo già attivati per un tavolo istituzionale in Provincia». Proprio nella mattinata di martedì il neo-primo cittadino di Valmadrera ha raggiunto il presidio dei lavoratori, per parlare con loro e confortarli. «La Husqvarna è un’azienda storica che i miei concittadini conoscono da sempre, da quando si chiamava McCulloch – sottolinea il sindaco –. Ricordiamo poi che non ci sono solamente i 102 lavoratori coinvolti, ma anche i terzisti e i dipendenti delle cooperative. Quindi sono molte di più le famiglie che vengono toccate». Rusconi ha già dato disponibilità a essere parte attiva ai tavoli e a sensibilizzare colleghi e istituzioni.

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Tra i dipendenti c’è grande rammarico. «L’azienda ci ha detto che avendo eliminato il prodotto McCulloch non ne hanno altri da inserire – dice Renato Valsecchi, rsu –. Ma questo marchio è stato rilanciato in Europa da Valmadrera, negli anni ‘80 con le motoseghe, ma ora lo hanno classificato come poco redditizio».

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