Gli alpini di Mandello piangono il "gemello" Alberto Cagliani

La penna nera di Osio è deceduta in ospedale a Lecco. Con il gruppo Ana mandellese aveva avviato un'importante collaborazione, tra ritrovi e iniziative di solidarietà: «Un grande amico, una grande persona. Non lo dimenticheremo»

«Ha fatto zaino a terra, il vice capogruppo di Osio sostenitore del nostro gemellaggio». Così dai social l'annuncio della scomparsa, avvenuta all'ospedale Manzoni dove era stato trasferito, di Alberto Cagliani. “È andato avanti” a pochi chilometri di distanza da Mandello, città dove nella locale sezione Ana aveva trovato grandi amici avviando un sentito gemellaggio tra le penne nere del Lario e quelli di Osio Sotto, paese dove risiedeva.

Un gemellaggio testimoniato da iniziative comuni portate avanti insieme all'insegna della solidarietà, dove il grande cuore dei bergamaschi veniva a fondersi con quello dei mandellesi. «Ci mancherai Alberto, ma soprattutto mancherai agli Alpini di Osio e al tuo capogruppo Raffaele Poma che su di te contava tantissimo e che oggi con le lacrime agli occhi mi ha testualmente detto "Come farò senza di lui" - commenta Ermes Gaddi, in passato guida degli Alpini mandellesi, associazione ora affidata ad Enrico Comini - Anche noi non potremo mai dimenticare Alberto Cagliani, persona schietta, sincera e sempre disponibile, ma soprattutto simpatica con quel tono di voce sempre un poco sopra le righe che incuteva timore e rispetto, ma che subito ti metteva a tuo agio con quel sorriso da buono. Alberto era di casa a Mandello, promotore e sostenitore del gemellaggio fra i nostri gruppi. Non mancavano occasioni per venirci a trovare con gli altri Alpini e l'inseparabile moglie Beatrice, condividendo con noi momenti di gioia e serenità».

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Gaddi, Comini e gli altri componenti del sodalizio mandellese, ricordano: «L'ultima volta che ti abbiamo visto è stato in occasione del vostro pranzo annuale lo scorso mese di novembre. Neppure quella volta ti sei smentito. Sempre in movimento per assicurarti che tutto fosse al posto giusto e in ordine». Questo virus che ci sta mettendo in ginocchio lasciando lunghe e incancellabili scie di dolore, non può fermare il saluto pur virtuale da parte delle penne nere che hanno conosciuto e condiviso le umane doti di Alberto Cagliani. L'inno nazionale, il tricolore, il silenzio fuori ordinanza per un amico che “E' andato avanti”.

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