Banchi vuoti al Parini in ricordo delle giovani vittime della mafia

L'iniziativa viene proposta dall'Istituto di Lecco in occasione della "Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia"

L'installazione nell'atrio del Parini

Una classe di banchi vuoti in ricordo delle giovani vittime innocenti di mafia, per testimoniare le emozioni e i sogni che hanno accompagnato le loro vite prematuramente spezzate e rivolgere un monito alla coscienza collettiva. Nella consapevolezza che la lotta alla criminalità organizzata attraverso la cultura della legalità è un impegno che interpella l’intera società civile.

L'iniziativa viene proposta dall'Istituto Giuseppe Parini di Lecco in occasione della "Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia", ricorrenza fortemente voluta dall’associazione Libera, che una legge approvata dal Parlamento italiano nel 2017 ha trasformato in una giornata nazionale. Numerose saranno le iniziative promosse anche nel territorio lecchese nella prima settimana di primavera grazie alle quali scuole, librerie e spazi confiscati alla criminalità organizzata diventeranno luoghi della memoria in cui si ricorderanno persone innocenti che le mafie hanno eliminato, perché colpevoli di avere contrastato le organizzazioni mafiose in nome della legalità, di essersi ribellati alle loro leggi, di avere spezzato il muro dell'omertà collaborando con la giustizia o anche solo di essersi trovati "nel posto sbagliato al momento sbagliato".

Scuola: 6.000 studenti scelgono il proprio futuro

Una circostanza che accomuna molte delle giovanissime vittime cui è dedicata l'installazione allestita nell'atrio del Parini, da molti anni attivo nella sensibilizzazione sul contrasto alla criminalità organizzata: l'istituto è stato infatti la prima scuola della provincia di Lecco ad aderire a "Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie".

L'idea di realizzare la classe dei banchi vuoti è nata dall'omonimo libro del fondatore della stessa associazione, don Luigi Ciotti, che racconta le vite di nove ragazzi uccisi dalla mafia per rappresentare quelle di molte altre vittime. La loro è un'aula vuota e triste, nella quale ogni oggetto suggerisce l'idea di un percorso interrotto, di una normalità irreparabilmente spezzata: i ragazzi uccisi dalle mafie non potranno più studiare, scambiare figurine, copiare i compiti di nascosto, ridere e giocare con i compagni.

«Ampio progetto di educazione alla legalità»

«L'iniziativa rientra in un più ampio progetto di educazione alla legalità promosso dalla nostra scuola - spiega la professoressa Carmen Greco, ideatrice dell'allestimento e responsabile delle attività di educazione alla cittadinanza attiva organizzate dall'istituto - con lo scopo di ricordare trentasette fra bambini e ragazzi vittime delle mafie e sensibilizzare i nostri studenti, e l'opinione pubblica più in generale, nei confronti del fenomeno mafioso, purtroppo sempre più diffuso anche nel nord Italia. Confutando tra l'altro la leggenda secondo la quale per le mafie donne e bambini sarebbero inviolabili».

L'allestimento è stato realizzato da numerose classi dell'istituto, che si sono documentate approfonditamente sulle biografie dei ragazzi vittime delle mafie e che guideranno i loro compagni nella visita alla loro classe virtuale. L’installazione resterà accessibile presso l'atrio dell'istituto da lunedì 18 a sabato 23 marzo ed è visitabile anche dalle classi delle scuole secondarie di primo grado del territorio che siano interessate, previa prenotazione da effettuarsi utilizzando il modulo disponibile sul sito dell'istituto. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all'indirizzo laclassedeibanchivuoti@gmail.com.

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