Vendrogno a passi spediti verso la fusione con Bellano

Proficuo incontro con la cittadinanza. L'appello ai vendrognesi: «Andare a votare l'unica lista per supportare la conclusione del processo avviato e che porterà a settembre al referendum»

L'incontro svoltosi sulla fusione tra Bellano e Vendrogno

Salone parrocchiale affollato, sabato 18 maggio, per l'incontro con i candidati della lista unica "Insieme Per Vendrogno" e per la presentazione dello studio di fattibilità della fusione per incorporazione del Comune di Vendrogno nel Comune di Bellano.

Il candidato Sindaco, Leonardo "Poppo" Enicanti, ha presentato il programma e la squadra che si è impegnata ad accompagnare nel modo più proficuo possibile la Muggiasca a diventare parte integrante di Bellano. Un gruppo composto da persone con storie ed idee politiche diverse ma che ha deciso di metterci la faccia in un progetto con la fusione come minimo comune denominatore.

Le due Amministrazioni, con anche l'intervento della minoranza bellanese, hanno presentato lo studio di fattibilità e si sono messe a disposizione per chiarire tutti gli aspetti legati alla fusione.

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«Alcuni degli interventi hanno espresso il rammarico di dover rinunciare a una propria amministrazione autonoma, ma tutti hanno riconosciuto l'importanza e l'opportunità offerta da quest'operazione - spiega il vicesindaco di Bellano, Thomas Denti - "Se Vendrogno perde anche questo treno, non può avere speranza di affrontare in modo efficace le difficoltà attuali": questo il sentire di molti dei presenti. D'altra parte, questa scelta va incontro alla richiesta da parte dello Stato, di una razionalizzazione delle risorse e delle piccole realtà come la nostra. E la fusione porta a innegabili benefici economici con ingenti contributi statali per dieci anni (circa 4,5 milioni di euro) e risparmi di spesa importanti che potranno essere utilizzati per investimenti sul territorio, servizi ai cittadini e diminuzione della pressione fiscale».

Inoltre l'accorpamento con Bellano ha giustificazioni storiche, sociali ed economiche innegabili, visto che molte delle famiglie che hanno lasciato la Muggiasca a partire dal Secondo Dopoguerra si sono proprio stabilite nel comune lacustre.

L'incontro si è chiuso con l'invito ad andare a votare domenica 26 maggio, così da supportare la conclusione del processo avviato e che porterà a settembre al referendum.

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