Pensieri, balli e lenzuola: a Calolzio mille bambini in marcia per la pace

Al Lavello la tappa finale di un'importante iniziativa di sensibilizzazione promossa dalle scuole. La dirigente Rita Cardamone: «Cari alunni, impariamo tutti il valore del dialogo e del rispetto per gli altri»

Un momento della manifestazione di questa mattina al Lavello.

Una mattina ricca di colori, emozioni e pensieri uniti da una sola parola: pace. Protagonisti quasi mille bambini delle scuole calolziesi che insieme alle loro insegnanti e ai volontari dei gruppi di cammino e del piedibus hanno raggiunto il Lavello per un grande festa conclusiva tra balli, riflessioni e lenzuolate che hanno coronato la marcia della pace. Un'iniziativa mirata a sensibilizzare le nuove generazioni - e un po' anche gli adulti - sul tema della civile convivenza tra i popoli e del valore del dialogo. Visto il grande coinvolgimento, l'obiettivo è stato raggiunto, come confermato dal nuovo dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Calolziocorte Rita Cardamone (ritratta in una delle immagini sotto insieme al sindaco Marco Ghezzi e all'assessore Cristina Valsecchi) e dalle sue collaboratrici.

«Cari bambini, la pace è un valore nel quale dobbiamo credere sempre - ha detto Rita Cardamone - Dobbiamo imparare e insegnare l'un l'altro quanto siano importanti l'amicizia, la solidarietà, il rispetto e la dignità di ogni individuo. Occorre andare incontro alle persone: come in un abbraccio bisogna sempre cercare di compiere un passo avanti e non indietro. Oggi, siamo felici di aver proposto un'iniziativa molto coinvolgente rivolta al territorio. Ci sono anche le belle notizie, e questa è una di quelle, ed è giusto darne risalto».

Marcia della pace con le scuole di Calolzio: programma e obiettivi dell'iniziativa

La Marcia della Pace è stata promossa in particolare da tutte le scuole primarie, secondarie e dell'infanzia di Calolziocorte. Anche il Comune ha dato proprio patrocinio e per l'occasione insieme al sindaco Marco Ghezzi hanno voluro essere presenti anche il vice Aldo Valsecchi, e gli assessori Tina Balossi e Cristina Valsecchi.

«Vi ruberò pochi minuti perchè i protagonisti siete voi - ha detto Ghezzi salutando la folla di giovani alunni confluita davanti al santuario del Lavello (vedi foto sotto) -  La pace va promossa con iniziative di sensibilizzazione come questa, ma anche e soprattutto con gesti concreti della vita quotidiana. Purtroppo al mondo ci sono ancora tanti conflitti lontani e vicini a noi, gran parte delle guerre sono motivate da interessi economici e per avere la pace bisogna superare ingiustizie e iniquità, favorendo il dialogo».

Spazio quindi alle letture e ai pensieri dei più piccoli, scritti anche su grandi lenzuola affisse lungo l'isola pedonale del Lavello. "Un bambino, un insegnante, un libro, una penna possono cambiare il mondo" ha sottolineato un alunno dal palco, e ancora... "Insieme per la pace: rispetto, sicurezza e dignità per tutti". Infine balli e saluti prima del rientro a scuola dove ci sarà ancora occasione per affrontare gli importanti temi formativi che hanno caratterizzato la mattinata del 13 novembre, coronata tra l'altro da una bella giornata di sole tipica dell'Estate di San Martino.

«Queste iniziative si inseriscono in un progetto più ampio denominato "Cittadinanza e legalità" inserito nel "Ptof" che ha come obiettivo quello di sviluppare il senso civico di ogni alunno attraverso la partecipazione e la rappresentatività - ha spiegato la vicepreside Anna Bruna Frigerio - La scuola vuole permettere agli allievi di confrontarsi, avviandoli in tal modo all’effettiva pratica della partecipazione esprimendo le proprie idee, bisogni, desideri. Il tutto nell’esercizio consapevole dei propri e altrui diritti. Con manifestazioni come la Marcia della pace puntiamo inoltre ad avvicinare i ragazzi alla conoscenza dell’insieme di convenzioni, leggi e regole che caratterizzano la nostra società civile, per rafforzare il concetto di identità e quei valori di rispetto e di convivenza civile che aiutano a diventare adulti e responsabili». 

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