Cinghiali anche in centro a Merate. «Finché non sono aggressivi non si può intervenire»

Il parere del responsabile della Polizia provinciale Raffaella Forni: «Non c'è un piano di contenimento e nemmeno la caccia. Possiamo solo verificare se sono scappati da un allevamento»

(Foto di repertorio)

Dopo Airuno, i cinghiali sono stati avvistati anche a Merate. Due esemplari, probabilmente sempre gli stessi, che si stanno spostando lungo il territorio brianzolo battendo così luoghi a loro sconosciuti.

È proprio questo che desta interesse e curiosità: la presenza dei grossi mammiferi là dove non erano mai stati segnalati in tempi recenti, addirittura in centro città a Merate, nella zona del Municipio. In tanti, preoccupati, hanno contattato le guardie zoofile della Provincia di Lecco, altri addirittura i Carabinieri. Ma, causa l'attuale vuoto legislativo, anche gli agenti del servizio faunistico provinciale possono fare granché.

«Per quanto riguarda il caso di Merate - spiega Raffaella Forni, responsabile della Polizia provinciale - siamo stati allertati dalla centrale di Sicuritalia e siamo intervenuti, mercoledì sera intorno alle 22, insieme ai Carabinieri che erano stati a loro volta allertati. Non abbiamo riscontrato la presenza fisica dei cinghiali, ma non è escluso che si trattasse dei due visti nei giorni scorsi anche ad Airuno».

Cinghiali avvistati anche ad Airuno

La Polizia provinciale, in questo periodo in cui non è in vigore la stagione venatoria, può soltanto limitarsi a monitorare la situazione. «C'era un piano di contenimento, ma è scaduto lo scorso dicembre. Manca lo strumento giuridico. Finché questi animali non arrecano pericolo o non causano danno al territorio, noi non possiamo intervenire. Lo potremmo fare, mettendo in atto alcune soluzioni, solo in presenza di animali minacciosi o aggressivi nei centri urbani: in quel caso non si tratterebbe più di gestione faunistica ma di problematica legata alla sicurezza, con possibilità di sedarli per rimuoverli oppure, se proprio necessario, di abbatterli. Ma finora questa eventualità non si è mai verificata con i cinghiali, sebbene la loro presenza sia ben nota in diverse zone del territorio, dal Barro ai boschi sopra Lecco a Oliveto Lario e Valbrona».

È semmai l'avvistamento a Merate a incuriosire. «Le spiegazioni possono essere diverse - spiega Forni - Non è improbabile che si muovano, anche per lunghi tragitti, magari alla ricerca di cibo. L'unica cosa che possiamo fare, e ci stiamo muovendo in questo senso, è verificare l'esistenza in zona di allevamenti: potrebbero essere scappati. Oppure, e sarebbe molto più grave, potrebbero essere animali introdotti abusivamente, con il dolo, come del resto è accaduto in origine con i cinghiali, una specie non autoctona».

I contatti e i numeri di riferimento

Per le segnalazioni relative a fauna selvatica autoctona ferita o in difficoltà è possibile contattare il Servizio di Emergenza faunistica della Provincia di Lecco ai seguenti recapiti:

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