Il grazie di don Matteo a Calolzio: «Qui mi sono sentito a casa»

Intervista al coadiutore dell'oratorio del centro città che a breve saluterà la valle San Martino: «Nella complessità della realtà calolziese tanti lati positivi che mi hanno fatto crescere. Resterò sempre legato a voi». Al via diverse iniziative per ringraziarlo

Il selfie di don Matteo Bartoli durante una recente gita ad Aosta con i ragazzi dell'oratorio di Calolzio.

«Inutile nasconderlo, mi dispiace molto dover lasciare Calolzio. Qui mi sono sentito come a casa, sono stati 11 anni intensi nei quali ho accumulato tanta esperienza, incontrato persone, stretto legami, mi sono confrontato con realtà importanti che mi hanno aiutato a crescere. Un bagaglio di valori che porterò sempre con me. Grazie davvero a tutti». Don Matteo Bartoli si appresta a salutare Calolziocorte. Queste sono le prime e più significative parole pronunciate nell’intervista che abbiamo voluto pubblicare in vista delle iniziative di ringraziamento organizzate dai parrocchiani per i prossimi giorni.

Nella parrocchia di San Martino Vescovo don Matteo, 35 anni, ha svolto il suo primo incarico come novello sacerdote venendo nominato il 3 settembre del 2008 responsabile dell’oratorio. Da fine settembre si occuperà della pastorale giovanile di Bergamo Alta, come deciso dal Vescovo monsignor Francesco Beschi. Un impegno importante che stimola don Matteo, il quale non nasconde però il proprio dispiacere di dover salutare Calolzio, soprattutto in vista dell’avvio dell’Unità pastorale Calolziese del prossimo ottobre alla quale lui stesso stava lavorando da tempo.

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«In genere dopo una decina d’anni i sacerdoti vengono spostati - ricorda don Matteo -  Ora per me l’obiettivo sarà rimettermi in gioco in un’esperienza totalmente diversa, in una città dove l’oratorio, più che a far da traino, è chiamato a fare rete con altre associazioni. Questo cambiamento è positivo, ma resta il dispiacere di dover lasciare Calolzio, soprattutto adesso. Ho  sempre vissuto il mio compito come se fossi a casa mia, pienamente inserito nella realtà locale. Ottimo il rapporto con volontari, adolescenti e giovani. Il segreto è stato quello di sentirsi come un compagno di viaggio per loro. Paolo VI diceva che “non c’è più bisogno di maestri, ma di testimoni”. Io ho provato a essere così. Su questo in coscienza non mi sono risparmiato, ho provato a dare il massimo. Allo stesso tempo riconosco di aver fatto degli errori, di aver avuto i miei limiti, in determinati settori avrei potuto fare di più. Sono felice di aver avviato il lavoro dell’unità pastorale ormai da 6/7 anni. Il 20 ottobre diventerà ufficiale. Abbiamo già testato alcune importanti iniziative come il Cre e altre manifestazioni in comune».

Don Matteo è stato anche docente all’istituto superiore Rota del Lavello, dove ha insegnato religione a quasi un migliaio di alunni dal 2009 a oggi. «Anche qui sono entrato in contatto con il mondo dei giovani e devo dire che il segreto è proprio quello di “mettersi in viaggio con loro”, ascoltarli, cercare di capirli. Bisogna dare fiducia alle nuove generazioni. Hanno valori importanti, più di quello che certe volte gli adulti credono. Il confronto con loro è più impegnativo, ma ti arricchisce».

L’ormai ex responsabile dell’oratorio, che ha lavorato a stretto contatto con tre Amministrazioni (quelle dei sindaci Paolo Arrigoni, Cesare Valsecchi e Marco Ghezzi) ha voluto inoltre ringraziare i suoi due compagni di viaggio in parrocchia: gli arcipreti don Leone Maestroni e don Giancarlo Scarpellini, parlando poi del tessuto sociale calolziese.

«Una realtà complessa, più di altre, e con molte sfaccettature, ma proprio in questo aspetto sta anche il valore aggiunto di Calolzio - precisa don Matteo Bartoli -  Il calolziese all’inizio è un pò freddo, talvolta fatica a vivere il senso di comunità, ma allo stesso tempo si impegna, sa essere generoso. Qui ci sono tante associazioni e molte potenzialità che non sempre emergono. Sembra lo specchio della chiesa del futuro, dove sono importanti le relazioni con le realtà che ti cirdondano e il prete non è più il centro del mondo. Don Leone mi ha dato molta fiducia, successivamente anche don Giancarlo. Tra le esperienza positive ricordo le Giornate mondiali della Gioventù, le iniziative in oratorio, le gite sia con i giovani che con gli adulti anche all'estero, l’impegno nel riscoprire la figura di don Achille Bolis, l’arrivo dei due arcivescovi di Milano Tettamanzi e Delpini in occasione di importanti celebrazioni religiose».

Un augurio ai calolziesi? «Di non piangersi troppo addosso, hanno grandi risorse e sono una bella realtà, più vivace e stimolante di quello che molti pensano. E poi, di impegnarsi con convinzione per la nuova unità pastorale. Sogno anche una maggiore collaborazione tra le realtà sportive che fanno capo agli oratori».

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Oltre all’impegno sacerdotale don Matteo ha lasciato un segno molto positivo nella comunità anche per la sua vivacità e simpatia. Qui riportiamo alcune foto scattate anche con i giovani e con i colleghi sacerdoti tra cui don Roberto Trussardi, un altro parroco molto amato in città, chiamato un anno fa a Bergamo per guidare la Caritas diocesana. La comunità tributerà il proprio grazie a don Matteo secondo il seguente programma. Intanto non manca la preoccupazione da parte di molti fedeli nel sapere che quasi certamente don Bartoli non verrà sostituito con un sovrraccarico di lavoro per i sacerdoti rimasti. Della parrocchia del centro città si occuperà solo l’arciprete don Giancarlo, mentre don Luca Casali, parroco di Sala, seguirà l’oratorio nell’ottica della nuova unità pastorale.

Il programma delle iniziative di saluto

Il calendario del “Grazie don Matteo” avrà inizio venerdì 6 settembre con il concerto delle ore 21 nella chiesina di Lourdes offerto dalla Pro loco di Calolziocorte. Giovedì 12 alle 21 Adorazione Eucaristica seguita da un rinfresco. Venerdì 13 concerto del duo Sine Domine alle 21 “Come in cielo così in terra”, all’organo Massimo Borassi e Marco Dell’Oro. Sabato 14 alle 18.30 Festa sotto il tendone aperta a tutti, bambini adolescenti e famiglie con apericena in oratorio. Il momento clou sarà poi domenica 15: alle 10.30 santa messa solenne e alle 13 pranzo comunitario. Per partecipare al momento conviviale è necessaria l’iscrizione agli uffici parrocchiali entro venerdì 6 settembre, costo 15 euro.

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