Gioco d'azzardo: fonte di dipendenze o di ingenti entrate per lo Stato?

Un dilemma alquanto controverso quello che circonda il gioco d'azzardo e cioè se questo sia maggiormente imputato di creare dipendenze o sia un pozzo senza fine dal quale lo Stato italiano attinge risorse a piene mani per finanziarsi.

Valsecchi Gori Franzoso

Per parlare di tutto questo Appello per Lecco  ha organizzato oggi una serata di approfondimento sul tema dal titolo "Economia reale o gioco d'azzardo: quale futuro per il paese", tenutasi presso una gremita  sala conferenze di Confocommercio Lecco e cha ha visto la partecipazione di Giorgio Gori prossimo candidato per il centrosinistra alle elezioni a primo cittadino di Bergamo, Angelo Ciocca Presidente Commissione IV attività produttive della Regione Lombardia, Cesare Fumagalli segretario generale nazionale Confartigianato, Carlo Pagan Delegato Casinò di Campione d'Italia, Michele Franzoso responsabile del Centro Studi Assotrattenimento2007 Confindustria.

"Abbiamo pensato a questa serata di approfondimento - esordisce Corrado Valsecchi - dove c'è stata molta reciprocità, con un'attenta analisi politica, coinvolgendo i vari attori coinvolti da questo tema. Oggi il gioco d'azzardo rappresenta la terza industria italiana, dopo quella dell'energia e l'automobile. Il settore del gioco d'azzardo non crea sicuramente sviluppo, ma anzi ne distoglie risorse".

"Non vedo molti vantaggi dal gioco d'azzardo - sottolinea Giorgio Gori - se non il fatto che il gioco legale tende a contrastare quello illegale che è molto peggio. E' conclamato che il gioco d'azzardo crea dipendenza così come lo è quella dal fumo, l'alcol e le droghe, ed il dramma è che molti minorenni ci giocano. Quello che auspichiamo è una nuova legislazione che indichi precisamente dove e quando aprire nuove sale, tenendole lontane da luoghi sensibili come le scuole, limitando il numero di slot machine. Se uno ha un lavoro ben difficilmente ha voglia di passare la giornata alle macchinette e quindi possiamo dire che l'aumento di queste dipendenze dipende anche dalla crisi economica. Occorre anche considerare che il Governo trae beneficio dalle tasse sul gioco d'azzardo come è stato il caso dal terremoto dell'Abruzzo":

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"In questa serata non ho notato un movimento abolizionista - conclude Massimiliano Pucci di Astro Confindustria Giochi -, ma semplicemente la necessità di regolamentare un settore che va sicuramente regolamentato. In questo momento abbiamo l'impressione che questo settore vada maggiormente regolamentato, compresa la riduzione del numero di slot macchine. Su questo abbiamo fatto la proposta al Governo di tornare al vecchio contingentamento e cioè ad un numero massimo di macchine da gioco installate presso un bar. A questo processo debbono naturalmente partecipare anche i Comuni che sono coloro che hanno maggiormente il polso sul territorio".

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