«Io, proprietario di una barca, costretto dagli operatori a lasciare il Lecchese»

La lettera-sfogo di Alessandro Delprato: «Promesse non mantenute, costi altissimi, superficialità: così non si incentiva il turismo»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Da più di 25 anni ho passione per la nautica e dopo diversi anni trascorsi sul Lago d'Iseo ho deciso di spostarmi sul Lago di Lecco - scrive Delprato - Ho trovato un cantiere in zona Garlate che soddisfava le mie esigenze e così ho deciso di portarci la mia barca (l'anno doveva essere il 2010/2011). Purtroppo, dopo un breve periodo di calma, i rapporti con il proprietario si sono inaspriti. Ogni richiesta, anche la più insignificante, generava dei costi spropositati e ingiustificabili. Ne è inevitabilmente nato uno scontro con il titolare che si è giustificato dicendomi "se ti puoi permettere la barca significa che puoi permetterti anche questi prezzi". Affermazione che la dice molto lunga sull'onestà di questo personaggio. Faccio presente che ho una barca di 6,3 mt del 1995 e non uno yacht.

Noseda attraversa l'Atlantico su una barca di 6 metri

La bellezza del lago ha prevalso sulla voglia di venir via da quel cantiere, anche perchè gli altri cantieri vicini risultavano tutti già al completo e decisamente scorbutici nel rispondere alle mie richieste - prosegue - Malgrado gli attriti, la mia permanenza continua negli anni fino a chè non decido di comprare una barca usata più grande presso una nautica di Garlate. Nessuno degli accordi presi è stato mantenuto, la barca mi viene consegnata con gravi e pericolosissime perdite di benzina tali da mettere a repentaglio l'incolumità della mia famiglia.

Da lì sorgono diversi problemi. «Una serie infinita di rimbalzi fra il venditore e colui che avrebbe dovuto effettuare le riparazioni mi dimostrano l'assoluta mancanza di professionalità dei diversi attori. Risultato: barca ferma, posteggio pagato e godimento della stagione estiva uguale a zero. 

Concludendo: in questo lago, paesaggisticamente incantevole, ho trovato "addetti ai lavori" arroganti, presuntuosi, ingiustificatamente cari, superficiali, veniali e decisamente inconsapevoli della loro fortuna. A malincuore ho deciso di riportare la mia barca sul Lago d'Iseo ma ci tenevo a comunicare a coloro che si prodigano per la promozione turistica del proprio territorio come in realtà vanno le cose. Auguro a questi signori che la loro fortuna duri nel tempo perchè se solo le cose dovessero leggermente cambiare non potranno più permettersi di essere come sopra ho scritto.

Alessandro Delprato

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