A Roma 600 lecchesi per protestare contro la Legge di bilancio

Cgil, Cisl e Uil organizzano la delegazione che sabato 9 febbraio sarà a Roma per protestare contro la manovra economica del Governo

Da sinistra Diego Riva, Rita Pavan e Salvatore Monteduro

Saranno più di 600 i lecchesi che parteciperanno alla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil che si svolgerà sabato 9 febbraio a Roma per protestare contro la Legge di Bilancio.

A comunicarlo i sindacati lecchesi in una conferenza stampa che si è svolta lunedì mattina lla sede della Cisl di Lecco, a cui hanno partecipato Diego Riva, segretario generale Cgil Lecco, Rita Pavan, segretaria generale Cisl Monza Brianza Lecco, e Salvatore Monteduro, segretario generale Uil del Lario.

Diminuiscono i posti di lavoro nel Lecchese

«Sulla manovra ci sono ovviamente aspetti su cui siamo d'accordo - ha detto Rita Pavan - ma è l'impianto generale di tipo recessivo che contestiamo; con questa manovra non si investe nello sviluppo e dunque non si crea lavoro. Noi ci saremmo augurati investimenti e non sussidi». Rita Pavan ha anche parlato delle infrastrutture: «Il territorio lecchese sa benissimo quanto siano necessari investimenti sulle infrastrutture, ma si continua a non fare niente, così come sull'industria 4.0 e sull'alternanza scuola-lavoro, che nel nostro territorio funzionava in modo egregio».

«Quota 100 non dà risposte ai giovani»

Pavan ha fatto riferimento anche alla "quota 100" («Non è una modifica alla legge Fornero e non dà risposte né al lavoro di cura né ai temi che riguardano i più giovani») e del reddito di cittadinanza («Avremmo voluto un allargamento del reddito di inclusione e non un provvedimento che rischia di alimentare forme varie di assistenzialismo»).

Diego Riva ha poi spiegato come la manifestazione di Roma sia anche una protesta specifica contro un Governo che ignora i sindacati: «Abbiamo messo in campo idee e proposte, ma il Governo ha preso le sue decisioni senza consultarci. Noi chiediamo più rispetto per i sindacati e per i cittadini, a cui andrebbero spiegati meglio certi provvedimenti. In questo periodo così complicato dobbiamo tornare a pensare ad alcuni diritti fondamentali come la scuola, le pensioni, la sanità e un fisco equo».

«Servono investimenti e politiche economiche e sociali»

Infine, Salvatore Monteduro ha sottolineato come questa manovra non crei posti di lavoro: «Con questa manovra il Governo ha posto in atto azioni emergenziali che non faranno uscire le persone dalla povertà. Servono invece investimenti e politiche economiche e sociali. Noi andremo a Roma a protestare perché il nostro Paese ha bisogno di più lavoro e non di provvedimenti assistenziali che non assicurano un futuro degno di questo nome».

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